Oggi il Consiglio Comunale ha votato un importante provvedimento contro la dipendenza da gioco d’azzardo patologico al fine di tutelare i minori e gli utilizzatori e contenere i costi sociali, umani ed economici derivanti dall’assiduità al gioco d’azzardo. Nello specifico non potranno più esserci nel nostro Comune locali con sale slot e sale giochi a meno di 500 metri da luoghi sensibili . Inoltre faremo un investimento economico importante per contrastare la dipendenza da queste patologie, perché la battaglia non è solo normativa ma anche culturale e sociale”.

È così che l’assessore alla Sicurezza urbana integrata e al Commercio di Bologna, ha commentato l’approvazione del Regolamento per la prevenzione e il contrasto del GAP da parte del Consiglio Comunale bolognese.

La delibera, proposta dallo stesso Aitini, si ispira alla legge regionale dell’Emilia-Romagna che vieta la presenza di sale gioco e sale scommesse o l’installazione di nuovi apparecchi in locali che si trovino a meno di 500 metri da luoghi cosiddetti “sensibili”, quali istituti scolastici di ogni ordine e grado, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semi-residenziali che operano in ambito sanitario e sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori.

Sale gioco e scommesse avranno sei mesi di tempo per delocalizzare la propria attività e se accetteranno di spostarsi in luoghi “non sensibili”, avranno ulteriori sei mesi di tempo a disposizione. In riferimento alla presenza di apparecchi all’interno di locali pubblici, questi potranno funzionare secondo i limiti orari stabiliti da un’ordinanza sindacale, fino alla scadenza della concessione.

Nella delibera approvata dalla giunta è presente una mappa che segnala i luoghi sensibili, la quale evidenzia come il nuovo regolamento imporrà maglie più stringenti a sale gioco, scommesse e presenza di apparecchi nei locali pubblici. Si tratta di un provvedimento chiave nel contrasto al gioco patologico, un fenomeno che attualmente coinvolge 200.000 persone che presentano un comportamento problematico, come è emerso da una recente Tavola Rotonda sul gioco d’azzardo.

“In questo modo riteniamo di far fronte a quella che è diventata una vera e propria questione sociale e sanitaria. ll nuovo regolamento rappresenta uno strumento che stringerà il campo in modo sostanziale alla presenza di sale gioco e slot in locali pubblici”, ha spiegato Aitini.

Ci sono voluti anni, ma oggi finalmente le ‘macchinette’ saranno allontanate da scuole, bancomat, ospedali, biblioteche… praticamente resteranno solo in periferia. Una piaga gravissima che nel 2016 ha superato il bilancio del comune di Bologna: i bolognesi spendono 715 milioni di euro in macchinette fisiche (il bilancio del comune di Bologna è poco superiore ai 500 milioni di euro) e cresce a tassi del 10% annuo. E ai 715 milioni di euro vanno aggiunte le giocate online”, ha chiosato Marco Piazza, Vicepresidente del Consiglio Comunale di Bologna.

Il Consigliere Claudio Mazzanti, scagliandosi contro la pubblicità televisiva al gioco d’azzardo, sottolinea la necessità di regole più chiare ed uniformi e di una legge quadro nazionale. “Non possiamo essere ipocriti su questa questione. Senza considerare il rischio di contenziosi e la necessità di sollecitare un intervento normativo di carattere nazionale. Servono regole chiare e uniformi, l’Anci deve chiedere al governo centrale una legge quadro nazionale. Diversamente ogni intervento rischia di essere efficace”.

Nei giorni a venire il Sindaco firmerà una nuova ordinanza che introdurrà limiti orari al funzionamento delle slot.