Come ogni anno è stata pubblicata l’edizione del ranking universitario stilato da Il Sole 24 Ore, che ha prodotto la graduatoria dei migliori atenei italiani. Si riconferma il Terzo posto dell’ Alma Mater di Bologna, ma anche le prime due posizioni. Guardando la classifica delle università del Paese, si conferma anche un trend purtroppo consolidato: ai primi gradini si trovano sempre gli atenei situati al Nord, mentre quelli del Sud si posizionano nelle posizioni più basse.

Rispetto all’anno scorso, però, qualche ateneo ha fatto un notevole balzo in avanti, come nel caso dell’Università di Salerno, salita di ben 10 posizioni che si piazza in 16esima posizione.

Per stilare la classifica sono stati presi in considerazione ben 12 fattori, raggruppabili in due grandi gruppi: il primo che raccoglie le performance delle Università nell’ambito della didattica(qualità dei docenti, la capacità di garantire il conseguimento della laurea entro i tempi previsti, la possibilità di fare esperienze lavorative e di stage durante gli studi e i collegamenti con altri atenei all’estero); il secondo mostra l’andamento delle Università nel campo della ricerca (qualità della produzione scientifica, capacità di ottenere finanziamenti dall’esterno per i propri progetti e qualità dei dottorati).

Vediamo dunque quali sono stati i risultati dell’indagine e classifichiamo nell’ ordine i primi 5 atenei italiani.
Il podio è lo stesso dell’ anno scorso: al primo posto l’università di Verona, seguita da Trento e dall’Alma Mater delle due Torri. Bologna è in cima alle classifiche per le borse di studio erogate agli studenti in rapporto alle richieste che anche quest’anno è pari al 100%. È al quinto posto per il numero di matricole che si riscrivono al secondo anno nello stesso Ateneo, è al quarto posto per la media pro capite dei crediti formativi ottenuti in un anno dagli iscritti attivi. È invece al 24esimo posto per il giudizio dei laureandi sui corsi di studio e al 21esimo per gli studenti occupati a un anno dal titolo. Per quanto riguarda il settore della ricerca l’Alma Mater è al sesto posto per la qualità della produzione scientifica, all’ottavo posto per la competitività della ricerca e all’undicesimo per la qualità dei dottorati. Quarto e quinto posto invece spettano al Politecnico e a Bicocca, entrambe milanesi, di cui l’ ultima perde una posizione rispetto all’ anno precedente.