La città sotto le due torri è sempre stata terra feconda, non solo per quanto riguarda le prelibatezze derivanti dal territorio, ma anche per quanto attiene ai geni. Sia nell’ accezione di elementi della chimica organica che in quella più ampia di menti illustri. Sono davvero tanti gli uomini e donne di Bologna che hanno lasciato una grande eredità nei posteri in quasi tutti i settori: dalle arti alla letteratura, dalla scienza alla medicina ecco 5 esempi di illustri bolognesi Doc.

Giosuè Carducci, 1835 – 1907. Poeta e storico della letteratura italiana, editore di testi e filologo, critico militante, “istitutore” e organizzatore di attività culturali nell’Italia unita, Giosue Carducci è stato un vigoroso protagonista della società nostra del secondo Ottocento. Ne ripercorriamo la vicenda biografica e intellettuale dalla giovinezza vissuta in Toscana alla maturità trascorsa a Bologna, dove è rimasto profondo il segno del suo alto magistero. Casa Carducci si trova nella piazza a lui dedicata, al numero 5: è diventata un istituto del Comune di Bologna per la conservazione e la fruizione pubblica, per la valorizzazione e lo studio della biblioteca e dell’archivio di Giosue Carducci (1835-1907), nella casa, con gli arredi e le suppellettili originali, dove lo scrittore ha abitato dal 1890 fino alla morte raccogliendo e organizzando un cospicuo patrimonio di memorie e di cultura.

Giorgio Morandi, 20 Luglio 1890 – 18 Giugno 1964. Pittore italiano, grande protagonista del Novecento e tra i maggiori incisori del secolo. Nasce a Bologna il 20 luglio 1890 da Andrea e Maria Maccaferri. E’ il primo di 5 fratelli: Giuseppe, che muore all’età di 11 anni; Anna, Dina e Maria Teresa. Il pittore, il fratello e la sorella Anna nascono in Via Lame, le altre sorelle nasceranno in Via Avesella 30; successivamente alla morte del padre nel 1909, la famiglia si trasferisce in Via Fondazza 36. E’ qui che Giorgio vive fino alla fine dei suoi giorni e qui allestisce il proprio studiolo; solo dopo il 1960, quando la famiglia acquista una casa estiva a Grizzana, l’artista potrà avere uno studio vero e proprio. Nel 1907 dopo essere riuscito a convincere i parenti della propria passione per le arti figurative, si iscrive all’Accademia delle Belle Arti di Bologna, avendo come compagni di corso Severo Pozzati, Osvaldo Licini, Mario Bacchelli, Giuseppe Vespignani. I primi anni dell’Accademia furono eccellenti, ma successivamente ebbe forti contrasti con gli insegnanti, dovuti alla ricerca di un percorso personale, introspettivo ed al di fuori dei canoni classici. Guardò molto alle opere di Paul Cèzanne e di Picasso, ma studiò anche i grandi artisti del passato come Giotto, Masaccio, Zurbaràn, Piero della Francesca e Paolo Uccello. Giorgio Morandi si spegne a Bologna in Via Fondazza, dopo una malattia durata un mese, il 18 giugno 1964, e viene seppellito nella tomba di famiglia in Certosa. A suo ricordo l’amico Giacomo Manzù esegue un ritratto in bronzo per la tomba, a coronamento del monumento completato nel 1964 su progettato di Leone Pancaldi. Nel 1992 viene aperto a Palazzo d’Accursio il Museo a lui dedicato, reso possibile dalla donazione da parte della sorella Maria Teresa di tutte le opere e di quanto era nello studio del pittore e di proprietà della famiglia. Dal 2012 il Museo Morandi è trasferito presso la sede del MAMBo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, generando un forte legame con la Collezione Permanente e un collegamento diretto con le vicende artistiche cittadine e nazionali.

Guglielmo Marconi, scienziato inventore delle radiocomunicazioni wireless e premio Nobel per la fisica. Figlio di un agiato proprietario terriero e di una signora irlandese sposata in seconde nozze, Guglielmo Marconi a soli 27 anni arriverà alla geniale invenzione del telegrafo senza fili che portò a una vera rivoluzione mondiale. A Guglielmo Marconi sono intitolati l’aeroporto di Bologna, una delle principali strade della città e i Comuni dell’appennino di Sasso e Pontecchio. Le sue spoglie sono custodite a Sasso Marconi a villa Griffone, dove hanno sede anche un Museo e una Fondazione a lui dedicati. Acquistata a metà Ottocento, Villa Griffone fu la residenza elettiva della famiglia Marconi dove Guglielmo passerà la maggior parte della sua vita fino alla maggiore età. Proprio a Villa Griffone compì il primo riuscito esperimento di radiotrasmissione (1895), come riportato anche su una lapide collocata sulla facciata della villa. Non trovando appoggi in Italia, continuò le sue esperienze nel Regno Unito dove la sua invenzione venne perfezionata e lo rese cittadino del mondo.

Marcello Malpighi nasce a Crevalcore nel 1628. Nel 1645 viene a Bologna per apprendere filosofia alle Scuole Pie. Studia medicina e si laurea nel 1653, ottenendo una lettura di logica nel 1655. Chiamato sul finire del 1656 a Pisa, da Ferdinando II, vi occupa la cattedra di medicina teorica ed entra in dimestichezza con Borelli che lo introduce alla “libera filosofia” galileiana. Richiamato a Bologna nel 1659 come lettore di teorica della medicina straordinaria, passa nel 1660 alla medicina ordinaria. Nel 1662 accetta la cattedra primaria di medicina a Messina, ma rientra nel 1666 a Bologna. Nominato archiatra pontificio da Innocenzo XII nel 1691, si porta a Roma dove muore tre anni dopo. La sua attività scientifica, volta in particolare alla anatomia microscopica, lo porta a indagare la struttura polmonare, il parenchima celebrale, il sistema ghiandolare, i problemi della sensibilità, il campo dell’embriologia, la struttura dei visceri. Per la sua fama nel 1669 la Royal Society di Londra lo nomina membro onorario. Nel 1686-1687 esce a Londra la sua Opera omnia in 2 volumi con 122 tavole incise in rame: seguono le opere postume nel 1697 e nel 1698.

Laura Bassi, è una fisica italiana, la seconda donna laureata d’Italia dopo la veneziana Elena Lucrezia Cornaro, la prima a intraprendere una carriera accademica e scientifica e la prima al mondo a ottenere una cattedra universitaria. La Bassi seguiva le teorie newtoniane e cercò di applicarle alla fisica elettrica. Grazie alla stima che si era procurata con le sue ricerche e la sua attività didattica riuscì a farsi assegnare la cattedra di professore di fisica sperimentale nell’Istituto delle Scienze finalmente senza alcuna limitazione dovuta al sesso.