In Italia oggi ci sono oltre 4 milioni di lettori di libri in meno rispetto al 2010. E, nel 2016 sono circa 33 milioni le persone con più di 6 anni che non hanno letto nemmeno un libro di carta in un anno, cioè il 57,6% della popolazione. Non c’è da star tranquilli a vedere i primi dati Istat presentati a Tempo di Libri: dall’indagine viene fuori anche un identikit dei non che sono soprattutto maschi: il 64,5% rispetto al 51,1% delle femmine. La prevalenza di non lettori è al Sud con il 69,2% e con una punta del 73% in Calabria, il +13% rispetto al Centro (55,8%) e il +19% rispetto al Nord (49,7%). Un’eccezione è rappresentata però dalla Sardegna dove i non lettori sono il 51,8%, cioè a livelli inferiori alla media nazionale. Le percentuali più basse sono a Trento (43,7%), in Friuli (44,6%) e Bolzano (46%).

A Bologna in particolare il 46% delle persone di sei anni e più (circa 1.930.000) ha letto almeno un libro (non scolastico o professionale) nel corso dell’anno,  ma il 53% degli emiliano-romagnoli non ne ha letto nemmeno uno! I dati sono allarmanti ma nella media nazionale anche per quanto riguarda l’investimento in cultura: circa l’8% delle famiglie non ha alcun libro in casa, il 64,6% ne possiede al massimo 100.

I “lettori forti”, cioè le persone che leggono in media un libro al mese, costituiscono solo il 15% dei lettori, mentre quasi un lettore su due (il 44%) si configura “lettore debole”, avendo letto non più di tre libri in un anno. Alquanto esigui anche coloro che preferiscono i formati digitali rispetto ai libri cartacei tradizionali: sono infatti stimate in 304.000 le persone che hanno letto o scaricato libri on line negli ultimi tre mesi. Il 7% della popolazione bolognese complessiva e l’11,6% di quelli che navigano in Internet.

Meglio, in Emilia-Romagna, con la lettura dei quotidiani: il 56,2% (circa 2.352.000 persone) li legge almeno una volta la settimana e, tra questi,  il 36% li legge tutti i giorni. Nelle regioni del Mezzogiorno, un terzo della popolazione legge quotidiani almeno una volta alla settimana, meno di un quarto, il 22,4% consolida questa abitudine giornalmente.