Bologna è la città più Smart d’Italia: lo conferma la terza edizione del rapporto Smart City Index presentato all’evento Italia Smart di Ernst & Yang di  Roma in collaborazione con Ericsson, Tim e Indra  che ha visto i protagonisti del processo di trasformazione delle città condividere idee e progettualità indirizzate a migliorare la vivibilità e fruibilità delle stesse. Ma cosa rende una città smart? Secondo gli autori dello Smart City Index questa definizione spetta a quei centri urbani che hanno realizzato innovazioni visibili mirate a servizi davvero fruibili per i cittadini in nove aree tematiche: Health, Education, Mobilità Alternativa, Efficienza Energetica, Broad Band, Mobility, Government, Risorse Naturali, Energie Rinnovabili. E sui 116 capoluoghi italiani presi a campione spicca proprio quello emiliano.

Diventato un indispensabile strumento di analisi per la PA, con i suoi oltre 470 indicatori, i risultati del rapporto Smart City Index 2016 consentono inoltre alle aziende dei settori maggiormente coinvolti nel processo di trasformazione delle città (IT, Utility e mobilità) di individuare le aree d’intervento più redditive, in cui sviluppare iniziative ad alto potenziale, partendo da un sistema condiviso e comparabile. Di seguito dunque la classifica delle città italiane più Smart.

Bologna, lo abbiamo anticipato, regna sovrana perché somma dei benchmark per ognuna delle 9 aree tematiche produce la media migliore, ma in realtà il capoluogo emiliano risulta effettivamente primo soltanto nell’area Smart Health e non sta meglio delle altre città in quanto a Risorse Naturali. Subito dopo Bologna la città più innovativa è Milano anche grazie a Expo 2015, che strappa l’argento a Torino, quest’anno scesa al terzo posto della classifica. Quarta una sorprendente  Mantova, che con un balzo dal 35° posto nel 2014, ha dimostrato di essere un grande apparato  moltiplicatore della qualità della vita. In Emilia Romagna troviamo anche la quinta città italiana tra le più Smart, Parma. A conferma che il nord Italia se la cava molto meglio rispetto alle città italiane del Sud che mostrano un ritardo strutturale. Bisogna aspettare la 32esima posizione per incontrare Napoli, e Lecce la prima città media al 52° posto. La maglia nera resta in Sicilia con i principali capoluoghi che, come nel 2014, si attestano in fondo della classifica.