I numeri del passante sono da capogiro: via ai lavori per la fine del 2017, prime tratte completate nel 2019 e fine lavori previsto per il 2021. Un costo complessivo di 690 milioni, di cui circa 60 investiti sugli “aggiustamenti concordati con i cittadini”. E ancora, 20 nuovi chilometri di barriere foniche, 9 nuove rotonde e numerosi nuovi collegamenti stradali. Intanto l’assessore comunale alla Mobilità, Irene Priolo, affronta il tema smog e viabilità: Durante i lavori per il Passante verranno posizionate quattro centraline di rilevamento per misurare gli inquinanti e dal canto suo Autostrade, per ovviare ai 4 cantieri che la città dovrà sopportare, ha assicurato che i lavori non ridurranno le corsie, nemmeno nelle zone interessate dagli interventi.
Ma in una seduta di commissione in Regione dedicata alla petizione con 2.000 firme proposta dai comitati anti-Passante, l’ Arpa espone i primi numeri sul monitoraggio dell’inquinamento acustico e dell’aria lungo il tracciato della tangenziale-autostrada già avviato e che proseguirà fino alla fine dei lavori. Le campagne di monitoraggio sono “iniziate nel 2012, sono proseguite fino al 2015 e stanno continuando quest’anno. A metà febbraio ne è partita un’altra che durerà 30 giorni in zona Corticella ed entro la fine del 2017 ne partirà ancora una.

Nella nota di replica alla petizione, approvata dalla commissione, viene sottolineato come “gli enti territoriali danno una rappresentazione attendibile della qualità dell’aria ma l’installazione di centraline fisse potrà essere esaminato nella fase di Via del progetto. Autostrade per altro sostiene che per ridurre le emissioni sarà sufficiente limitare la velocità dei veicoli, sia sulla tangenziale,, che assorbirebbe il traffico sottratto a quello cittadino, che sulla autostrada, e sfruttare il minore ‘stop and go’ delle auto attraverso una migliore fluidificazione.

Il futuro green della regione prevede anche, oltre alle mobilitazioni per il Progetto Passante, 300 milioni di euro di investimento per 94 differenti azioni, di cui 67 per sull’efficienza energetica di edifici e attività produttive, 53 sull’agricoltura, 14 sulla mobilita’ sostenibile e 160 (cofinanziati con le aziende) per la sostituzione di 160 vecchi bus. Cifre che però non appaiono sufficienti per la lotta alle emissioni: bene l’investimento regionale ma lo Stato, invece di partecipare solo a tavoli, dovrebbe contribuire economicamente anche attraverso i 18 miliardi del residuo fiscale che versa la città.