Stando a quanto ribadito al 34esimo Seminario di Perfezionamento della Scuola Librai Umberto e Elisabetta Mauri in corso a Venezia e nonostante siano stati pubblicati, solo lo scorso anno, quasi settantamila volumi a cui vanno aggiunti quasi tremila file disponibili su Audible e oltre settantamila titoli ebook, il mercato del libro in Italia naviga in acque tutt’altro che floride. I dati dell’ Associazione Italiana Editori parlano chiaro: la lettura fa segnare complessivamente un meno 3,1% rispetto al 2015. Si è passati da 24,051 milioni di lettori a 23,300 milioni nel 2016 dopo il +1,2% dell’anno precedente. Dati che ci riportano indietro nel tempo, agli anni ‘60, quando solo il 16,3% leggeva libri. Ma sono dati giustificabili visto che tre quarti della popolazione aveva al massimo la licenza elementare, e l’8% era ancora analfabeta.

Meno di metà della popolazione nel nostro Paese legge libri, dunque. I dati ISTAT confermano un ritardo specie al Sud. La Campania detiene il record negativo dei non lettori che si attestano al 71%, seguita dalla Puglia (70,1%) e dalla Calabria al 69,3%. Le regioni in cui si legge di piu sono invece il Trentino Alto Adige, che possiede “solo” il 41, 9% dei non lettori, la Valle d’ Aosta (47%) e il Friuli Venezia Giulia (47,9%). Vero è che Siamo un Paese in cui la lettura non ha mai realmente sfondato, abbiamo livelli più bassi rispetto ad altri Paesi europei, e con grandi differenze territoriali, 20 punti percentuali a svantaggio del Sud e grandi differenze sociali.

Questo accade per ragioni di diversa natura: il primo luogo la cosiddetta «literacy», competenza di base cruciale per garantire una effettiva capacità di utilizzo e valutazione delle informazioni, è molto bassa nella popolazione adulta in Italia, molto più bassa della media Ocse. La scarsa confidenza con i libri sarebbe infatti associata al contesto urbano di appartenenza. La percentuale di non lettori sale infatti al 63% in comuni inferiori ai 2000 abitanti. Ma c’ è di più: i non lettori crescono proporzionalmente all’età. È da notare comunque che il 52,3% dei bambini tra i 6 e i 10 anni e il 47% di quelli tra gli 11 e i 14 anni non hanno letto libri nell’ultimo anno se no quelli di testo e non hanno praticato alcuna lettura fuori dall’ambito scolastico. Considerando poi anche il genere di appartenenza tra i ragazzi tra i 20 e i 24 anni le non lettrici sono più del 37%, una su tre, mentre gli uomini sono il 61,5%.

Al di là delle oscillazioni a breve termine comunque, sono oltre 15 anni che la popolazione dei non lettori si attesta intorno al 60% e il dato ancor più rilevante è che non si accenna ad alcuna ripresa. Restano fisse anche le caratteristiche tipiche della categoria, costituita da soggetti di cultura medio- bassa, uomini per la maggiore, provenienti da piccoli centri abitati e con scarse possibilità reddituali.