In Italia dilaga il rifiuto di vaccinare i propri figli contro le malattie per le quali è obbligatoria la profilassi, ma sotto le Due Torri triplicano le vaccinazioni contro il meningococco di tipo B. Tremila dosi rispetto a quasi un migliaio nel 2015 . Un vero e proprio boom che ha costretto l’Ausl cittadina a programmare delle sedute straordinarie per rispondere alle numerosi richieste provenienti da tutto il territorio. Se da un lato dunque Medici e assessorati alla Sanità faticano a convincere i genitori scettici della necessità e affidabilità dei vaccini, tanto che la Regione ha dovuto renderli obbligatori per l’iscrizione al nido, dall’altro invece una malattia come la meningite, complici le conseguenze devastanti che la accompagnano, fa così paura da inibire qualsiasi teoria anti-profilassi.

Una mole di richieste che rischia di rendere insufficiente l’imponente spiegamento di forze messo in campo che però non intimorisce l’ Ausl. L’Azienda ha infatti risposto all’incremento di richieste di vaccinazioni volontarie registrato nel corso degli ultimi mesi semplificando le modalità di prenotazione, ora possibile anche a Cup e estendendo gli orari ambulatoriali. Sono state messe messe a disposizione quindi circa 2.000 dosi aggiuntive di vaccino, 750 delle quali per la 1^ dose e per le successive, sino ad un massimo di 4 in relazione all’età del minore a seguito dei nuovi casi di meningite registrati in Toscana e in altre regioni del Paese”.
Le attuali strategie vaccinali prevedono l’offerta attiva della vaccinazione antimeningococcica C in età pediatrica ed alle persone maggiormente a rischio. Il vaccino viene offerto gratuitamente ai bambini di 13 -15 mesi e agli adolescenti dopo il 13esimo anno, con invito da parte della Pediatria di comunità dell’Ausl. La vaccinazione è gratuita anche per i residenti in Toscana momentaneamente domiciliati in Emilia-Romagna o, viceversa, ai residenti in Emilia-Romagna che per motivi di lavoro o di studio soggiorneranno in Toscana e alle persone con patologie o condizioni di rischio (asplenia anatomica o funzionale, immunodeficienze congenite e acquisite, deficit dei fattori del complemento o deficit di properdina, emoglobinopatie, trapianto di midollo osseo).

Nell’ambito del nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019, la regione Emilia Romagna ha inoltre garantito gratuitamente anche il vaccino anti-meningococco di tipo B per tutti i nati dal 1 gennaio 2017, e ridotto da 92 euro a 50 euro il costo del vaccino per i minori sino al compimento dei 18 anni, e a 71 euro per i maggiorenni.
«Va apprezzato lo sforzo della Regione Emilia-Romagna di ridurre i costi a carico dei cittadini per estendere la copertura vaccinale nella nostra comunità. Rispetto al tema della prevenzione sanitaria stiamo portando avanti campagne importanti: la vaccinazione è infatti uno dei più efficaci strumenti per ridurre i rischi in campo medico ed epidemiologico. Con l’ampliamento della protezione di comunità, che portiamo avanti investendo risorse ed energie, si estende il diritto alla salute e si proteggono i più deboli, come bambini e immunodepressi». Questo il commento di Marcella Zappaterra, consigliera regionale e capogruppo PD in commissione Sanità. Arrivano intanto rassicurazioni da parte dell’Ausl di Bologna così come dal palazzo di via Aldo Moro: non è allarme epidemia, nemmeno per la tipologia B del batterio, ma resta comunque valida l’esortazione ad aderire alle campagne di vaccinazione come fattore di prevenzione.