Un solo documento per identificare l’auto, niente più libretto di circolazione e certificato di proprietà. Ecco la novità che sta per essere inglobata nella riforma della Pubblica Amministrazione. Ad annunciare l’importante cambiamento è stato il vice-ministro dei trasporti Riccardo Nencini, che prevederà l’integrazione tra quanto di competenza del Pubblico Registro Automobilistico – gestito attualmente dall’Automobile Club d’Italia, e della Motorizzazione. I due enti presto confluiranno in un’unica agenzia che farà capo proprio al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Una buona notizia soprattutto per i cittadini, che risparmieranno 39 euro per l’immatricolazione dei veicoli o per i passaggi di proprietà. Attualmente, infatti, l’esborso è pari a 100 euro, mentre con la riforma si scenderà a 61. Sull’argomento era anche arrivata la “benedizione” dell’Autorità Antitrust, che aveva evidenziato al Governo la necessità di istituire un’unica agenzia sottoposta alla vigilanza del Ministero dei Trasporti in cui potessero confluire le funzioni di Mit e Aci. Il vantaggio sostanziale arriva nell’ottica di una semplificazione amministrativa nella gestione delle banche dati, con la “fusione” dei dati presenti nei due archivi precedenti e riferiti ai dati di proprietà e di circolazione degli autoveicoli.

Secondo l’Autorità garante della concorrenza e del mercato – altro nome con cui è identificata l’Antitrust – non era più ammissibile l’attuale commistione all’interno dell’AC nazionale e di quelli provinciali tra “l’attività istituzionale di gestione del PRA, le attività federali del settore dell’automobilismo e una serie di altre attività commerciali”. Alla base, dunque, sussisteva un problema di connessione impropria di attività totalmente differenti tra loro, alcune afferenti all’attività commerciale e altre riguardanti la gestione dei trasporti.

All’orizzonte si profila dunque un doppio vantaggio, a partire dal 2018: l’integrazione delle competenze dei due Enti ridurrebbe i costi sia lato automobilisti che lato gestione dei dati, ma scriverebbe la parola fine dinanzi ad una anomalia che è tipica dell’Italia. In territorio nazionale, infatti, non basta la carta di circolazione emessa dalla Motorizzazione per consentire la circolazione, ma è obbligatoria l’iscrizione del veicolo al PRA gestito dall’ACI.

L’integrazione tra le competenze dei due Enti, oltre che ridurre i costi correlati alla gestione dei dati, metterebbe fine anche ad una anomalia tutta italiana. Infatti, se la carta di circolazione emessa dalla Motorizzazione è l’unico documento valido per la circolazione dei veicoli in tutti i Paesi, per l’ordinamento italiano c’è anche la necessità di iscrivere il veicolo al PRA gestito dall’Aci. È questa la condizione che trasforma l’intestatario del veicolo in proprietario.