Bologna polo della ricerca e della medicina. Dalle tecniche per polverizzare i calcoli renali, fino all’analisi del virus influenzale, dalla Sla all’Alzheimer. Otto progetti conclusi e finanziati tra il 2013 e il 2014 e che, grazie al contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, hanno dimostrato che i giovani possono ancora dare tanto alla ricerca anche in Italia, senza necessariamente spostarsi all’estero.

Non è banale anche il dato riguardante l’attrazione dei giovani talenti: l’Italia si piazza “soltanto” al 40esimo posto in tutto il mondo tra le nazioni che ospitano talenti e ricercatori, ma Bologna sale fino al 26esimo posto a livello mondiale, risultando anche la prima città in Italia. Gli ottimi risultati della città felsinea dimostrano la bontà del lavoro fatto finora ma anche le enormi potenzialità che al momento sono ancora inespresse. Luigi Bolondi, consigliere delegato per la ricerca della Fondazione del Monte, ha evidenziato che l’attività di finanziamento non è un evento una tantum: «La Fondazione finanzia costantemente da anni la ricerca scientifica, non sono interventi spot. Diamo la garanzia di essere al fianco dei ricercatori ogni anno». Un aiuto non da poco, viste le difficoltà che si riscontrano in Italia nel reperimento dei fondi. Nonostante gli ostacoli, sono otto i progetti che hanno preso vita a Bologna e sono pronti a dare nuovo slancio alla medicina moderna:

Tecniche per operare calcoli renali e la prostata

Il team diretto da Giuseppe Martorana, proveniente dal dipartimento di Medicina specialistica dell’Ateneo di Bologna, ha studiato una tecnica mini-invasiva per operare sulla prostata in caso di adenoma e sui reni per eliminare i calcoli. Con l’ausilio del laser, infatti, i medici riusciranno a ridurre complicanze, giorni di degenza e anche ad evitare la necessità del catetere: non è quindi necessaria l’operazione chirurgica, ma si sfrutta una procedura in grado di polverizzare i calcoli, evitando ulteriori estrazioni che si rendevano necessarie con la metodologia precedente.

La volatilità dell’influenza degli uccelli

Arriva da Marco Delogu del dipartimento di Veterinaria uno studio sulla diffusione dei virus influenzali degli uccelli. Si tratta di batteri che, essendo volatili, restano nell’ambiente, si depositano sulle superfici del corpo umano e aumentano il numero delle infezioni e quindi moltiplicando i ceppi influenzali. Attraverso lo studio bolognese, l’evoluzione della ricerca potrà ideare nuovi trappole per i virus ambientali.

Gli effetti della chemioterapia

I ricercatori del Policlinico Sant’Orsola, guidati da Pierandrea de Iaco hanno sperimentato l’ecografia per la valutazione dell’efficacia della chemioterapia applicata alle donne affetta da tumore alle ovaie. Si tratta di una metodologia che riduce i costi e che consente al chirurgo di ottenere un quadro più preciso sulle possibilità d’intervento e sulle tempistiche degli stessi. In un futuro non troppo remoto, questa soluzione potrebbe anche evitare il ricorso alla tac e alla pet, evitando anche che le pazienti si sottopongano più spesso alle radiazioni.

La trasmissione della tubercolosi

Paola Dal Monte del Dimes ha studiato la tubercolosi, con l’intenzione di diagnosticare rapidamente la malattia e di interrompere la catena di trasmissione. Al contempo, la ricerca ha individuato un metodo per valutare eventuali infezioni latenti, che, pur essendo asintomatiche, potrebbero riattivare la malattia.

I geni del labbro leporino

Nel mondo, un bambino su 700mila nasce con il labbro leporino. Marcella Martinelli del Dimes ha curato la ricerca relativa ai geni legati a questa particolare patologia, verificando che la malformazione è legata al coinvolgimento di un complesso di proteine. Nell’immediato futuro, questa ricerca potrebbe evitare dolorose operazioni ai bambini nel corso dell’infanzia.

L’insorgenza del morbo di Alzheimer

Il dipartimento di Biotecnologie, nella persona di Patrizia Romualdi, ha studiato quali enzimi possano essere bio-marcatori e predittori nel flusso sanguigno dell’eventuale insorgenza del morbo di Alzheimer. L’esito di questa ricerca potrebbe produrre importanti evoluzioni dal punto di vista farmacologico, visto che si potranno studiare soluzioni chimiche in grado di frenare l’evoluzione della malattia.

La diffusione dell’HIV

È una delle malattie del secolo, e può diffondersi anche nei reni. Maria Carla Re, a capo del reparto di microbiologia del Sant’Orsola, ha analizzato la diffusione dell’HIV negli organi fondamentali per il rilascio delle scorie prodotte dal corpo, notando che questa può avvenire anche senza la presenza di ricettori, e può provocare il suicidio delle cellule. I risvolti di tale ricerca consentiranno di sviluppare al meglio la terapia e di fornire ulteriori soluzioni nella lotta al virus dell’HIV.

La Sla e il sistema nervoso

È stata da tanti definita la malattia degli sportivi. La sclerosi laterale amiotrofica, meglio conosciuta come Sla, è stata studiata da Barbara Monti del dipartimento di Biotecnologie, che si è concentrata sulle cellule immunitarie presenti nel sistema nervoso. La Sla, come altre malattie neurodegenerative, altro non è che un’infiammazione dovuta all’attivazione di tali cellule. Nella versione in vitro del morbo, i ricercatori hanno potuto constatare che tali cellule immunitarie si alterano, causando la morte dei neuroni. Si tratta di un importante passo avanti, anche nell’ideazione delle terapie necessarie per combattere la malattia.