Un tracollo in piena regola, un film dal finale già scritto contro una squadra dal potenziale enorme. Bologna-Napoli è il “fallimento” delle idee tattiche di Roberto Donadoni, che ha insistito su un 4-3-3 più di copertura con Rizzo preferito a Di Francesco per difendere meglio e con una difesa troppo esposta agli attacchi delle bocche da fuoco azzurre. Il 7-1 finale è solo la logica conseguenza di un meccanismo che non ha funzionato affatto e arriva dopo due partite in cui i felsinei non avevano subito reti. Una squadra troppo alta e un centrocampo poco protettivo hanno fatto il resto, con un punteggio che assume i contorni di un’imbarcata nuda e cruda.

È però altrettanto vero che il Bologna non è riuscito a sfruttare le occasioni che il Napoli ha concesso. Il brutto rigore fallito da Mattia Destro e la successiva espulsione di Callejon potevano modificare il corso del match, ma nel calcio i treni passano una sola volta, e bisogna farsi trovar pronti per salire a bordo. La rete del momentaneo 1-3 siglata da Torosidis ha contribuito a rendere meno amara una giornata comunque nera, in cui Destro e compagni sono praticamente scomparsi dal campo ad inizio secondo campo.

A contribuire al ko tecnico e psicologico anche le discutibili decisioni del signor Massa di Imperia, che ha espulso per fallo di reazione un Callejon che probabilmente meritava il rosso in occasione dell’episodio del rigore, e ha usato identico metro per un fallo di Masina su Mertens giudicato da ultimo uomo. Nel mezzo, tante soddisfazioni per il Napoli, che ritrova la serialità del gol dopo la “notte delle streghe” contro il Palermo. A Bologna gli azzurri ne fanno addirittura 7, scatenando quel Marek Hamsik che quando vede rossoblu diventa implacabile. Il resto lo fanno le geometrie perfette di Piotr Zielinski, una difesa quasi mai impensierita e il “solito” Dries Mertens, autore di tre gol e un assist e capace di raggiungere in testa alla classifica marcatore “nueve” meno “falsi” di lui come Mauro Icardi e Gonzalo Higuain.

Per il Bologna le pochissime note liete arrivano da Krejci, l’ultimo ad arrendersi nonostante il punteggio, e dall’esordio in serie A di Bruno Petkovic, il 23enne croato prelevato a gennaio dal Trapani. Reazioni diverse, invece, a fronte dei ritorni di Diawara, accolto da una bordata di fischi, e di Giaccherini, a cui il Dall’Ara ha rivolto tanti applausi. Per il Bologna però la batosta deve servire da lezione, una lezione da imparare davvero in fretta. Mercoledì i felsinei ospiteranno nel recupero di campionato il Milan, e le scorie del match contro il Napoli vanno eliminate il più velocemente possibile.