Amanda Knox il filmApre un nuovo capitolo la storia del delitto di Perugia, che vide barbaramente assassinata una ragazza inglese, Meredith Kercher, all’interno della sua abitazione, la notte del 1° Novembre 2007.

Un gioco erotico finito male“, così hanno detto i giudici della prima sezione penale della Cassazione, una “esclusiva forzatura della vittima” spinta fino alla peggiore delle tragedie: un barbaro omicidio ai danni di chi, forse, si stava ribellando.

Questa è l’ipotesi espressa oggi dalla Suprema Corte che, lo scorso 26 marzo, ha proceduto ad annullare le assoluzioni pronunciate in appello per i due imputati, gli ex fidanzati, Amanda Knox e Raffaele Sollecito, riaprendo così nuovamente un caso di cronaca nazionale che ancora lascia aperti ed irrisolti parecchi interrogativi.

In questo gioco erotico finito in omicidio, Rudi Guede, l’ivoriano condannato in via definitiva “per concorso in omicidio” e che adesso sconta 16 anni per aver richiesto il rito abbreviato, non poteva essere solo.

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Nella sentenza depositata questa mattina in Tribunale, la Corte Suprema spiega come da parte della Corte d’Assise d’appello siano stati sottovalutati gli indizi a carico degli imputati, di come occorra pertanto operare un “esame globale e unitario degli indizi”, al fine di dare “una valutazione osmotica che sarà decisiva per dimostrare la presenza dei due imputati nel luogo dove è stato commesso il delitto”.
L’avvocato di Sollecito, Giulia Bongiorno, smentisce categoricamente la presenza dei due ex fidanzati sul luogo del delitto ricordando l’assenza di tracce di Dna, come già precedentemente sottolineato,

Angela Giusti