Giuliano Delnevo SiriaUn giovane italiano di 25 anni, Giuliano Ibrahim Delnevo, di origini genovesi, è stato ucciso in seguito a l’ennesimo scontro tra il gruppo dei ribelli e le truppe armate di Bashar al Assad ad Al Quseyr, in Siria, a pochi chilometri dal confine con il Libano.

L’identità del giovane sarebbe confermata dal passaporto italiano rinvenuto in una delle sue tasche. Secondo la Procura di Genova, il ragazzo era già stato fatto oggetto delle attenzioni degli investigatori con il sospetto di reclutamento a fini terroristici, un’indagine che, stando alle recenti dichiarazioni, risale addirittura al 2009.

Comunque la decisione di unirsi alle forze armate dei ribelli arriva soltanto di recente: in un primo viaggio al confine turco 6-7 mesi fa, realizzato a scopi umanitari secondo la dichiarazione che lo stesso Delnevo fa a Alfredo Maiolese, attuale portavoce della comunità islamica genovese e mussulmano anch’egli dal 1993, il giovane 25enne decide di passare il confine e unirsi alle forze armate ribelli. A fornire una motivazione approssimativa è proprio Maiolese: forse Giuliano Delnevo ha scelto di combattere in Siria “per una questione di ingiustizia, più che di religione”

IL PROFILO – Umberto Macozzi, un giovane che insieme a Delnevo aveva fatto la professione di fede islamica, lo definisce “un ragazzo tranquillo” e rifiuta l’etichetta di terrorista che in patria stanno affibbiando al suo amico: “era un combattente che ha sacrificato la sua vita per difendere un popolo oppresso e martoriato da un dittatore” e continua: “come si può dire che un volontario, come quelli che vanno a portare la pace in giro per il mondo, si sia macchiato della gravissima accusa di terrorismo?”

[smartads]Certo è però che il giovane Delnevo rilasciava, sovente presso il popolo della rete, dichiarazioni forti: “Così scrive Abdullah Azzam: siamo terroristi e il terrore è un obbligo di Allah”, questa una delle  tanti frasi scritte dal ragazzo sulla sua pagina di Facebook, che inneggiano alla fede islamica e proferiscono minacce contro i “nemici dell’Islam”, sul suo profilo inoltre è possibile trovare la foto di Allah Yusuf al-Azzam, il fondamentalista islamico al quale si ispirò Osama Bin Laden e al quale Al Qaeda ha intitolato alcuni suoi gruppi militanti.

L’imam del centro islamico di vico Amandorla a Genova, Mohammed, si dichiara dispiaciuto per quanto successo, dichiara di aver visto 5-6 mesi fa per l’ultima volta Giuliano e lo definisce un “ragazzo normale”, al contempo però, tiene a precisare la sua presa di distanza da quelli che vengono definiti “combattenti: “Quelli che fanno questo tipo di scelte non conoscono l’Islam e portano avanti azioni profondamente sbagliate. E’ quello che professiamo a chi frequenta il nostro centro”, Delnevo infatti, frequentava solo di rado il centro e ancora adesso sono poco chiare le dinamiche attraverso le quali il reclutamento sarebbe, di fatto, avvenuto.

Secondo Mohammed, in rete circolano numerosi gruppi che inneggiano alla jihad, che sicuramente esiste nella religione islamica ma con un significato molto diverso da quello che gli hanno voluto dare movimenti terroristici a partire da Al Qaeda.

Giacomo Ciampoli