Adele Gambaro M5S“O con noi o contro di noi”, recitava così una volta il dogma fascista. Un asserto che sembra ritornare oggi, negli echi dei grillini.

Il caso si apre sulla senatrice Gambaro, colpevole di aver interpretato la voce della dissonanza. Probabilmente, Adele Gambaro non sa ancora che all’interno del movimento Cinque Stelle, di Voltaire e della sua importante dichiarazione del “anche se non sono d’accordo con quello che dici, difenderò fino in fondo il tuo diritto a dirlo”, non se ne trova traccia. Forse si sarà confusa, avrà interpretato male le parole del suo leader, che proprio pochi giorni fa dava libero sfogo ai suoi pensieri e inneggiava alla “democraticità”. La senatrice l’avrà, perciò, imparato a sue spese, con l’espulsione, avrà anche capito che in un Movimento, come pare si affrettino a dire i componenti, bisogna stare allineati, in fila come caproni, perché le idee del Movimento sono idee assolute e vanno rispettate, una specie di comandamenti terreni, assiomi inconfutabili e innegabili. Un chiaro e valido esempio, questo, di quel principio di identità e di non contraddizione che gli studenti di filosofia faticano a comprendere. Come a volerci vedere per forza qualcosa di positivo, insomma che questo atteggiamento “fa cultura”.

Ai microfoni di SkyTg24 Adele Gambero commenta così il “misfatto”: “Stiamo pagando i toni e la comunicazione di Beppe Grillo, i suoi post minacciosi, soprattutto quelli contro il Parlamento. Mi chiedo come possa parlare male del Parlamento se qui non lo abbiamo mai visto. Lo invito a scrivere meno e osservare di più. Il problema del Movimento è Beppe Grillo. Noi il lavoro lo stiamo facendo e questo non viene percepito. Invece di incoraggiarci, scrivendo questi post ci mette in cattiva luce. Credo che altri all’interno del Parlamento abbiano le mie stesse idee”.

[smartads]Ha coraggio da vendere, forse dignità intellettuale, mettiamola pure così, Adele Gambaro ha bersagliato il nodo focale di tutta la faccenda, quel comico Beppe Grillo che non riuscendo ad attaccare “la scatoletta di tonno”, dice che adesso è vuota. Ora si affretta a scrivere sul suo blog, lascia spazio ai figlioletti grillini, e con un sondaggio-farsa, si mette in discussione “Vorrei sapere cosa pensa il MoVimento 5 Stelle di queste affermazioni, se sono io il problema. Beppe Grillo” poi arriva la sentenza: “La senatrice Adele Gambaro ha rilasciato dichiarazioni false e lesive nei miei confronti, in particolare sulla mia valutazione del Parlamento, danneggiando oltre alla mia immagine, lo stesso MoVimento 5 Stelle. Per questo motivo la invito per coerenza a uscire al più presto dal M5S”.

Non è chiaro, in tutta questa vicenda, come sia possibile che la senatrice Gambaro abbia potuto ledere l’immagine del Grillo parlante, qualcosa sfugge all’analisi presente: non ci sta pensando già lui stesso? D’altra parte si sa, lo aveva detto tanto tempo fa, Nietzsche “alla fine di ogni commedia c’è sempre una tragedia”, e di commedie Beppe è fine intenditore.

Rachele Minichino