Delitto Pesaro Andrea FerriDeciderà entro oggi il Gip Lorena Mussoni se convalidare o meno il fermo per i due presunti assassini di Andrea Ferri, il 50enne gestore di tre distributori di benzina che la scorsa settimana è stato ucciso a colpi di pistola a Pesaro.

Donald Sabanov – macedone, 25 anni, di Trasanni – e Karim Bary – marocchino, 23 anni, di Morciano di Romagna – dipendenti di Ferri, sono entrambi accusati di concorso in omicidio aggravato e premeditato e porto abusivo di arma, per aver freddato il loro datore di lavoro e avergli sottratto la chiave della cassaforte del distributore di Montecchio, da cui sono spariti 20mila euro.

I soldi, non ancora ritrovati, sarebbero serviti a Sabanov, principale indagato, per ripagare diversi debiti contratti in passato.

Karim: “Tu lo sai che io non c’ero”

Guardami, tu lo sai che io non ho sparato e non c’ero nemmeno”. Queste le parole rivolte da Karim a Donald in un video registrato dai Carabinieri la notte del fermo, in cui i due sono soli in una stanza.

E Sabanov, a testa bassa, risponde: “Sì, lo so”.

Bary continua in effetti a ribadire la propria innocenza, dichiarando che, pur avendo custodito la pistola, poi ritrovata a casa sua, la notte dell’omicidio non era presente in via Paterni, in quanto si trovava con la fidanzata di Sabanov.

La lettera degli amici alla famiglia

L’unico rimprovero che si può addebitare ad Andrea – scrivono amici e dipendenti di Ferri in una lettera rivolta alla moglie e ai figli della vittima – è che il suo carattere altruista, vivace, gioviale, istintivo e spontaneo lo ha portato ad avere troppi “amici” e non tutti sono poi diventati veri Amici (con la A maiuscola), in quanto ciecamente attirati e traviati proprio dal benessere, umano e materiale, che Andrea condivideva con loro”.

Beatrice Amorosi