Piazza Taksim

La polizia ha ripreso il controllo di piazza Taksim, al seguito di una notte di scontri, verificatisi anche nella capitale Ankara, dopo che il premier Erdogan aveva dichiarato “tolleranza zero” nei confronti dei manifestanti. Stando alle dichiarazioni di 2 giorni fa, il premier Erdogan, nella giornata di oggi, avrebbe dovuto incontrare una delegazione di manifestanti per cercare di trovare una soluzione a fatti che si protraggono ormai da 2 settimane. Ma i dissidenti hanno di fatto assistito a un dietro front del capo del governo: nessun incontro: nella notte di ieri la polizia, con un duro blitz, ha sgombrato la piazza.

È rotta così la tregua di 10 giorni: invece che verso un incontro, le dichiarazioni di Erdogan vanno tutte in un’altra direzione: definisce “vandali” i manifestanti e annuncia che d’ora in poi la tolleranza sarà ridotta a zero, che è anche questo il compito che spetta a un premier: mantenere l’ordine: In sostanza, come dichiarato ai mezzi di informazione, Ertdogan in questa protesta vede un modo per affossare l’economia turca: “Con il pretesto del parco si sta giocando un gioco molto più grande” e continua dicendo di voler soltanto continuare a proteggere la nazione.

Dichiarazioni che hanno destato scalpore: Kema Kilicdaroglu, leader del partito d’opposizione, ieri ha dichiarato che Erdogan è un “dittatore”, inoltre 20 deputati dell’opposizione hanno trascorso la notte insieme ai manifestanti per rendere più difficile alla polizia il compito di sgomberare la piazza.  Ban Ki-moon, segretario generale delle Nazioni Unite, ha ricordato l’importanza di gestire situazioni come queste attraverso il dialogo, la Casa Bianca esige il rispetto per la libertà di espressione e Il ministro degli esteri italiano, Emma Bonino, definisce “spropositata” la reazione degli agenti la notte scorsa, e ha dichiarato che la Farnesina in queste ore sta monitorando informazioni, provenienti dai media turchi, in merito a stupri commessi da agenti turchi nei confronti di alcune donne scese in piazza a manifestare contro il governo. Informazioni che sembrano trovare conferma nelle dichiarazioni di un attivista italiano, intervistato da tgcom, presente a Instanbul per prendere parte alla manifestazione e che ha vissuto sulla propria pelle i fatti della notte scorsa: definisce la polizia turca una delle più violente del bacino mediterraneo, mano armata del governo.

Quello di stanotte è stato sicuramente il momento più violento da quando è iniziata la protesta, i medici riferiscono di più di 100 feriti, la maggior parte avvelenati dai gas lanciati dalla polizia.

Intanto permane il rischio di nuovi scontri: l’ambasciata italiana ad Ankara informa i connazionali presenti a Istanbul di evitare la zona di Tunali e di Kugulu Park, dove ogni sera si riuniscono migliaia di manifestanti.

[smartads]Oggi inoltre era previsto un nuovo incontro tra il primo ministro Erdogan e 11 persone in rappresentanza dei manifestanti del parco Gezi, ma la piattaforma Taksim, che ha dato il via alle proteste 16 giorni fa, dichiara di non essere stata informata dell’incontro. Alla fine comunque l’incontro è saltato: il primo ministro ha avuto soltanto un colloquio informale con alcuni manifestanti, tra cui un attrice, uno scrittore e un cantante. L’incontro vero e proprio dovrebbe avvenire domani, ma ancora non si hanno conferme ufficiali.

Il Consiglio supremo della radio e televisione turca ha infine ordinato lo stop delle dirette televisive, con il pretesto che le immagini dello scontro hanno “impressionato milioni di bambini e giovani” ha multato varie emittenti televisive, tra cui anche Halk Tv, rea di aver trasmesso 24 ore su 24 gli eventi di Istanbul.