Scajola Elezioni ImperiaAbbandonare o non abbandonare? Questo il dilemma. Dopo la disfatta del fortino di Imperia, che per oltre venti anni è stato governato da una amministrazione di centrodestra, l’ex ministro Claudio Scajola deve alzare bandiera bianca.

Il nuovo sindaco della sua Imperia è l’imprenditore Carlo Capacci, sostenuto dal Partito Democratico e da ben tre liste civiche, che ha stravinto al ballottaggio con oltre il 76% delle preferenze.

Cambiare la città sembra essere il motto e il principale obiettivo del neosindaco. Che lo faccia “all’insaputa” di Scajola? L’ex ministro, non è, forse, ancora convinto del flop clamoroso che ha dovuto incassare con il risultato delle amministrative. Quando gli fanno notare che il voto ad Imperia era stato interpretato come un referendum sulla sua persona, smentisce, dice che non era lui il candidato sindaco, che non c’era nessuno della sua famiglia. L’ex ministro non si è proposto per ricoprire la carica di sindaco per non essere incombente. La sconfitta, secondo Scajola, sarebbe stata causata da una campagna elettorale montata male. Lui, d’altra parte ha solo dato una mano e ancora non lo sa se il suo impegno abbia portato ad un vantaggio o meno. Che il 23,8 % delle preferenze del candidato Erminio Annoni sia tutta farina dello sconfitto? Non ci è dato di saperlo.

[smartads]Intanto, non ha dubbi il segretario ligure del Pd, Lorenzo Bassi quando commenta il risultato elettorale “La vittoria di Carlo Capacci e del centrosinistra a Imperia è un risultato storico che chiude la pagina del malgoverno del centrodestra e archivia l’era di Scajola”. Siamo perciò ai titoli di coda. Un finale, forse, amaro, forse già noto, che Scajola, in veste di scrittore, riporterà nelle sue memorie, il suo prossimo progetto.