Pd, un puzzle da ri-costruireÈ inutile girarci attorno: pesa troppo la doppia sconfitta – del voto e del progetto politico del governo di cambiamento – capace di arrestare il decadimento economico, sociale e morale del Paese. E pesa il modo con cui, votazione dopo votazione, ci siamo resi inaffidabili, intanto verso noi stessi, dividendoci ed esponendo Franco Marini e Romano Prodi a un risultato del quale dobbiamo solo vergognarci”.

Tempi duri per il Pd  di Pierluigi Bersani, costretto a dimettersi in seguito alla clamorosa disfatta del suo gruppo parlamentare in occasione dell’elezione del presidente della Repubblica. Un puzzle i cui numerosi pezzi faticano ad incastrarsi.

In primis i Bersaniani (Vasco Errani, Maurizio Migliavacca, Nico Stumpo, Roberto Speranza e Davide Zoggia) la corrente fedelissima al segretario anche se la storia insegna che fidarsi è bene e non fidarsi è meglio;

i Dalemiani (Nicola Latorre, Ugo Sposetti e Enzo Amendola), relativamente vicini a Bersani e promotori di un accordo con il PDL;

[smartads]i Veltroniani (Walter Verini, Giorgio Tonini, Andrea Martella), una sorta di ignavi danteschi, non ostili a Bersani ma anche a Berlusconi;

i Lettiani (Francesco Boccia, Paola De Micheli, Alessia Mosca, Marco Meloni), cattolico-liberali e centristi del partito, favorevoli ad un accordo con Scelta Civica di Monti;

i Giovani Turchi (Stefano Fassina, Francesco Verducci, Andrea Orlando e Matteo Orfini), gli ostili ad ogni possibile patto con il PDL;

Ecodem, l’ala verde del Pd che fa capo a Ermete Realacci;

i Franceschiniani (Antonello Giacomelli, Marina Sereni, Luigi Zanda,Gianclaudio Bressa, Franco Marini), alleati ma critici dell’ex segretario Bersani;

i Rottamatori, ex renziani pro rinnovamento;

gli ex Ppi (Giuseppe Fioroni, Gero Grassi e Tommaso Ginoble);

i Renziani (Graziano Del Rio, Paolo Gentiloni, Simona Bonafè, Dario Nardella, Matteo Richetti);

i Bindiani (Margherita Miotto, Giovanni Burtone), bersaniani critici che si rifanno alla sinistra sociale;

e per concludere la kermesse, i Prodiani (Sandra Zampa, Sandro Gozi e Franco Monaco).

“Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un’unica Bandiera, una speme:Di fonderci insieme Già l’ora suonò. Stringiamoci a coorte Siam pronti alla morte L’Italia chiamò.”, canteremo tra qualche giorno.

E allora, ce la faranno i nostri eroi a fondersi in un’unica bandiera, un’unica speranza? È giunta l’ora, l’Italia deve destarsi!