Grillo a Villa Valente ricuce lo strappo, assente Tommasi CurròDeputati e senatori del M5S aspettano due autobus a Piazzale Flaminio, naturalmente pagati da loro (10 euro l’uno), una volta a bordo si dirigono verso Villa Valente, ristorante e B&B in zona Fiumicino.

Non è una scampagnata allo zoo comunale, neanche una gita aziendale, come ironizza qualcuno, c’è voglia di “passare una giornata in allegria” ma il vero obiettivo è sicuramente un altro. Fino all’ultimo il luogo dell’incontro con il “semplice portavoce” è tenuto segreto, un senatore mentre aspetta scherza “ma ci portano bendati?”, a Villa Valente infatti c’è Grillo pronto a discutere e tenere viva la fiducia degli esponenti della sua creatura, la linea del leader non è in discussione, ma la fronda esiste e si allarga.

L’incontro è stato concordato 10 giorni faribadisce Crimi, sottolineando che la situazione è sotto controllo: il dibattito c’è, “altrimenti – aggiunge il capo-senatore – ci sarebbe l’unanimità di 8 milioni di elettori”, ma non si vede all’orizzonte nessuna fazione pro-fiducia a Bersani. Nonostante le indiscrezioni su una certa parte dei grillini pronti a passare al gruppo misto, circa 9, sembra ancora compatta e solida la formazione di Grillo.

Anche se qualcuno dice “ok il no ai partiti ma, mettendo in frigorifero i voti, si rischia di congelarli per sempre”. I grillini vogliono mettersi al lavoro, sarà questo il fattore del dissenso sul “no” a Bersani?  Intanto si preparano tre proposte di legge alla Camera, tra cui l’abolizione del rimborso elettorale, mentre al Senato si lavora in vista di una nuova legge elettorale.

[smartads]Grillo, a Villa Valente, parla ai suoi con un’apertura a cui non siamo abituati, accetta il dissenso, si attiva per instaurare il dialogo, che in nessun modo mette in discussione l’unità del movimento: “si stanno dividendo gli altri, non noi. Non mi aspetto totale condivisione nel Movimento, è legittimo che qualcuno la pensi in maniera diversa”. A chi gli chiede se i cinque stelle stiano fornendo una scusa a Pd e Pdl per formare un governissimo risponde: “è un mese che lo stanno formando non forniamo nessuna scusa” tanto è sicuro “ se faranno un governissimo la gente scenderà in piazza con i bastoni” anche se aggiunge “fatemi tutte le domande che volete anche se non ho tutte le risposte”.

Non fidatevi dei partiti, insomma, ma neanche dei giornalisti. La Stampa ha inventato il dissenso, i giornalisti preparano dossier e controdossier sulla vita privata del leader, “per cui avrei 13 case in Costa Rica” ha detto, seminando zizzania. Concentrarsi sui nemici comuni per unire le fazioni interne funziona sempre, ma si nota la mancanza di Tommasi Currò, deputato 5 stelle siciliano, che aveva rivendicato autonomia di pensiero. Si perderà un buon menù a base di paccheri con porcini e guanciale, che naturalmente i grillini pagheranno di tasca loro.

Guglielmo Sano