Sigarette elettroniche, ora sono vietate ai minori di 18 anniCon un’ordinanza di ieri 2 aprile il Ministro della Salute Renato Balduzzi ha innalzato il divieto di vendita delle sigarette elettroniche ai minori di 18 anni.

La norma sostituisce quella in vigore dal 28 settembre 2012 fino al prossimo 23 aprile, che sancisce il divieto di vendita di sigarette elettroniche contenenti nicotina ai minori di 16 anni, e resterà valida fino al 31 ottobre 2013.

La soglia di età è stata aumentata in relazione alla norma del cosiddetto “Decreto Balduzzi”, entrato in vigore il 1 gennaio, secondo cui è proibito vendere prodotti di tabacco a chi ha meno di 18 anni, ma anche a seguito del parere espresso dall’Istituto Superiore di Sanità sugli effetti del consumo di sigarette elettroniche da parte degli adolescenti.

Lo studio – L’ISS era stato incaricato dal ministro Balduzzi di pronunciarsi sul rischio connesso all’utilizzo di sigarette elettroniche negli adolescenti, svolgendo uno studio alla luce degli ultimi aggiornamenti scientifici.

Il 20 dicembre scorso l’Istituto ha reso pubblici i risultati, riportati poi sull’ordinanza di ieri: anche per i prodotti a bassa concentrazione, si legge, «la dose quotidiana accettabile di nicotina – come determinata dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) – è superata anche solo con un uso moderato delle sigarette elettroniche. Tale evidenza è ancora più significativa negli adolescenti, quindi non si possono escludere effetti dannosi per la salute».

È atteso a breve il risultato di un altro studio, richiesto sempre dal Ministero della Salute ma questa volta al Consiglio Superiore di Sanità, in merito alla possibilità di definire “medicinale per funzione” le sigarette elettroniche e le ricariche contenenti nicotina o altre sostanze, nonostante l’assenza di un’esplicita destinazione d’uso come tali.

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Ancora molto da fare – Insomma, nonostante la diffusione capillare che le sigarette elettroniche stanno conoscendo, ci sono ancora molti aspetti da chiarire sulla loro pericolosità sia sui giovani che sugli adulti.

Gli studi scientifici sono solo all’inizio, per cui le voci che si rincorrono su questo prodotto passano dall’estremo dell’allarmismo a quello della rassicurazione.

Proprio per cercare di fornire contorni sempre più chiari ed elementi scientifici a supporto delle teorie, Massimo Mancini, presidente dell’ANaFe (associazione nazionale fumo elettronico), interpellato a proposito dell’ordinanza di ieri, ha affermato di voler aprire un tavolo di analisi e discussione col nuovo governo, in cui fare intervenire tutti i soggetti coinvolti nella produzione e nel consumo delle sigarette elettroniche.

Un intervento necessario se si vuole davvero tutelare l’interesse di chi fa uso di e-cig soprattutto tra i minori, con l’obiettivo di «una regolamentazione bilanciata che valuti costi e benefici – sanitari ed economici – di un nuovo prodotto che non è un metodo per smettere di fumare, ma che certo rappresenta un valido strumento per la riduzione del rischio».

Ilaria Facchini