Vito Crimi DormePer Vittorio Crimi non c’è dubbio la scelta di Napolitano di nominare 10 saggi, per l’istituzione di commissioni ristrette di lavoro che “su proposte programmatiche in materia istituzionale e in materia economico-sociale ed europea” collaboreranno con i presidenti dei gruppi parlamentari, non è altro che “un ulteriore conferma della cecità che ha colpito la classe politica. Non ha capito ancora il risultato di queste elezioni. La logica partitica si riscontra oggi nelle commissioni istituite dal Presidente, che di ‘saggio’ hanno ben poco e di politico hanno tanto”.

 Il capogruppo al Senato ha poi aggiunto sul suo blog: “al Presidente della Repubblica abbiamo ribadito la serietà delle istanze del M5S, la nostra intenzione di proporre una rosa di nomi altrettanto autorevole e importante, tale da renderne scontata l’approvazione parlamentare tramite voto di fiducia. Si sarebbe trattato di personalità di alto profilo professionale, nonché di marcata e riconosciuta distanza dal mondo politico e da incarichi costituzionali che potessero suggerirne una contiguità. La risposta è stata il silenzio.”

[smartads]Crimi non ha mai mostrato grande simpatia per Napolitano, rispetto ma non simpatia, al contrario di Beppe Grillo per cui la scelta di nominare dieci saggi era la cosa migliore da fare. Nel suo post Crimi azzarda anche l’ipotesi che un governo Bersani anche soltanto per il lavoro ordinario delle camere sarebbe meglio di questo governo Monti dimissionario, francamente rappresentativo di una ristretta a dir poco maggioranza del paese. Stavolta è però Grillo a dire l’ultima parola e a rettificare: “Bersani non è meglio di Monti, è semplicemente uguale, in quanto ha sostenuto la sua politica motofalciatrice dell’economia”.