Clendy pubblicità donneIl popolo italiano, quello della moraletta dietro l’angolo e con lo sguardo corto, si è indignato davanti alla pubblicità dell’azienda Clendy. Una campagna pubblicitaria destinata a diventare scandalo e ad andare dritta verso l’epic fail. Sarà stato forse il momento inopportuno, ma tutto si può dire di questo spot pubblicitario, tranne che non sia stato temerario. Ha messo un panno in mano ad un uomo!

Naturalmente, per non gravare la posizione del fallo, per non rischiare di indebolire la virtù mascolina di sesso forte, di “viris, viribus”, ha inserito, nella cornice del pacchetto, il corpo di una donna, morente o morta, non ci è dato di saperlo. Infuriate, le donne hanno gridato allo schifo e allo scandalo. La pubblicità, secondo l’opinione comune, richiamerebbe in modo inequivocabile, al femminicidio.

Ma veniamo alla scena. C’è un uomo ai piedi di un letto, dietro di lui si intravede il corpo di una donna seminascosta dalle coperte. Il messaggio che passa è il seguente: l’arma letale sarebbe questo panno in microfibra capace di “eliminare tutto”, qualsiasi traccia, anche quelle di violenze inflitte alla donna.

Sgomento e insulti, anche su Facebook dove l’azienda di Casoria ha registrato la sua pagina. Qualcuno parla di istigazione alla violenza, altri mirano a boicottare i prodotti dell’azienda, i più indignati non hanno escluso una denuncia allo Iap, l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria. Sarebbe stato meglio per l’azienda scegliere la strada più ovvia, quella dove la donna è comunque sottomessa, felice, ma sottomessa, nel suo regno, che è la cucina. Una specie di angelo del focolare con i capelli ordinati e il grembiulino sexy, che passa con il panno magico da una parte all’altra della casa.

[smartads]Clandy ha invece stravolto tutto. Non solo non ha restituito a “Cesare quel che è di Cesare”, ma ha anche raccontato una sporca e cruda verità, quella che fa male e che si deve nascondere: la violenza che le donne subiscono nelle loro abitazioni, tra i panni sporchi da lavare e il silenzio sulla faccia per la vergogna, per la paura, per l’omertà. Naturalmente tutto questo fa male. E allora indigniamoci per questa pubblicità che ha raccontato a modo suo, una verità. Rassegniamoci per le leggi che non tutelano le donne, le minoranze, facciamo pure tante diete per assomigliare alla Belen Rodriguez, ai culi e alle tette spiattellate in televisione. Continuiamo a comprare alle ragazzine i trucchi, le borsette e i carrozzini con i bambolotti dentro, tanto quello che passa è che a questo mondo il nostro destino è già segnato: mogli, madri o prostitute.

Tanto poi, tutto si cancella, come le tracce di violenza che non stanno solo nella mano che picchia.