Dio chiese conto a Caino del sangue di suo fratello. Caino non denotò nessun pentimento e rimorso per la morte del fratello, tuttavia Dio pose segno sul suo capo perché non lo uccidessero”.

Miguel Torres si sarà pentito di avere ucciso la moglie? Non si è posto mai il problema negli ultimi 7 anni, visto che conduce una vita tranquilla sotto le ‘Due Torri’. Uomo di 42 anni, ispanico. Latitante da anni. Faceva il badante, sotto falso nome. Ma è ricercato in Usa per omicidio. Nel 2005 uccide la moglie Barbara J. West-Torres, dopo la richiesta di divorzio.

I numeri 7 e 15 sono degli elementi chiave in questa vicenda. Il 15 Marzo 2013 Torres viene arrestato in una villetta di Porta San Mamolo. Negli Stati Uniti è considerato uno dei 15 ricercati più pericolosi. Nella storia di Caino, chi mai avesse provato ad uccidere Caino, avrebbe ricevuto 7 anni di vendetta.

Oggi è stata smentita la notizia, proveniente da una fonte anonima del Dipartimento di Stato Usa, secondo cui l’Italia potrebbe essere intenzionata ad espellere verso gli Usa Miguel Torres, senza seguire la normale procedura di estradizione. Tale notizia non è verosimile. Non dimentichiamo che la Corte costituzionale nega che si possa estradare per reati puniti con la pena di morte nel paese richiedente (l’indagato). Inevitabile la polemica legale. Ma non solo.

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C’è anche un altro aspetto da considerare: la sicurezza dei cittadini. Non possiamo fidarci di chi facciamo entrare in casa, questo forse perché anche noi italiani, a volte, siamo disattenti. Quando si cerca aiuto, in momenti della vita in cui non si è più autonomi, ci si affida a persone di cui non sappiamo nulla. In realtà quelle persone possono nascondere segreti orribili o storie tristi per le quali proviamo emozioni e cadiamo “nella rete” di chi approfitta dei più deboli. Questa parte della storia dobbiamo considerarla, a fronte di mille altre situazioni che potrebbero crearsi in futuro. Ci deve essere più controllo e attenzione sul chi supporta le fasce deboli, ma soprattutto effettuare controlli.

Adesso Miguel Torres è consegnato alla giustizia, che farà il suo corso. Il procuratore distrettuale della Berks County, John T. Adams, titolare del processo, ha dichiarato di non voler chiedere la pena di morte proprio per non avere complicazione nel procedimento di estradizione. A livello politico possiamo sperare, come richiesto dall’Associazione “Non toccate Caino”, che gli Usa mantengano fede a quanto dichiarato: “No, alla pena di morte”. Nessuna dichiarazione in più dall’equivalente Ministero della Giustizia americano.

Del resto se ha avuto pietà Dio, di fronte a Caino, possiamo averne anche noi in questa occasione, di fronte a Miguel Torres, ennesimo caso di cittadino che compie un omicidio e sconta la sua pena in carcere. Solo così, forse, avrà pietà di se stesso, rendendosi conto del grave gesto compiuto.

Stefania Bonamassa