Grasso a Piazza Pulita: "Travaglio ha sporcato la mia funzione"Il presidente del Senato Pietro Grasso non usa mezzi termini nei confronti di Marco Travaglio, con cui si era misurato in un altrettanto infuocato confronto durante Servizio Pubblico: “Sentendo le parole di Travaglio ho capito che quello era l’inizio di qualcosa che sarebbe continuato. Venivano strumentalizzate cose passate della mia carriera per attaccare il presidente del Senato, utilizzando tutto quello che da una vita mi sono sentito contestare”. Poi ha continuato: “Io non ho mai reagito perché ho sempre voluto tenere unita la magistratura. Per me era quasi doveroso sopportare tutto senza reagire, non ho mai minacciato una querela, ma una cosa è la libertà di critica, un’altra è una comunicazione che non informa e sporca soltanto”.

“Ho telefonato e ho proposto il confronto perché al mio insediamento come presidente del Senato ho promesso trasparenza, non ho nulla da temere” aggiunge con tono pacato, ma forse esagera quando dice: “Quando sono tornato a casa ho visto negli occhi di mia moglie la stessa paura che avevo visto ai tempi del maxiprocesso, quando mi raccontò che avevano citofonato a casa dicendo: I figli si sa quando escono, ma non si sa quando tornano”

Dopo l’attacco passa alla difesa, in particolare giustifica così la mancata firma all’appello del processo Andreotti: “Io ero stato testimone in quel processo. Ero stato sentito in istruttoria da Scarpinato ed essendo diventato testimone la mia firma sull’appello avrebbe impedito la chiamata come testimone nel successivo grado di giudizio. E’ solo per questo che ho deciso di non firmare e comunque andai con i colleghi di Palermo e misi la mia faccia su questa sentenza”. Il giornalista però gli ricorda che qualche anno fa aveva dichiarato: “bisogna eliminare il secondo grado di giudizio, basta con i processi infiniti”.

[smartads]Per quanto riguarda la sostituzione dei magistrati di Palermo, che indagavano su scottanti intrecci tra mafia e politica, di cui parlava Travaglio? L’ex Procuratore dichiara che il Csm aveva deciso che dopo 8 anni i magistrati dell’antimafia devono essere sostituiti: “provai a chiedere una proroga a 10 anni per Scarpinato Pignatone e Lo Forte, ma la decisione del Csm era inderogabile, la sostituzione avvenne per passaggio necessario”. E quando il centro destra gli spazzò via l’unico avversario nella corsa verso la Procura Nazionale Antimafia, con una legge contra personam, ovvero Giancarlo Caselli, giudicata poi incostituzionale? “Il Csm avrebbe potuto deliberare sulla nomina del PNA, prima dell’entrata in vigore della legge”, Grasso non intervenne nella presunta congiura, non fece nessun “inciucio” con la politica ha detto, ma è chiaro che si trovò in una posizione privilegiata in virtù di una legge palesemente irregolare.

Formigli ha interpretato l’accusa, Travaglio ha rifiutato l’invito infatti, Grasso ha aggiunto “questa è stata un’occasione unica”, in realtà speravamo che, nel nome della trasparenza, si sarebbe recato a Servizio Pubblico.