Beppe Grillo Cyberpunk. Cronache di una guerriglia informatica inaspettataIl dato che sconforta non è vedere il Movimento 5 Stelle arrancare di una peste Troll-osa il cui sintomo principale è un’avaria  che spinge tutte le energie raccolte con le elezioni  fuori dal controllo.

Eppure quanto è stato allettante quel miraggio dell’azione politica per tutti, del riscatto del paese dalle scricchiolanti e sozze architetture tenute su con lo sputo dalla casta?

Inutile sottolineare che se Grillo è ancora (o davvero) la fenomenale volpe digitale che tutti credevano, stavolta sta almeno peccando d’ingenuità, pensando di avere ancora il controllo del suo partito.

E’ proprio nell’architettura  che Grillo ha sbagliato, in quell’arte politica di costruzione ed assemblaggio degli statuti partitici, tanto cara alle vecchie caste che avrebbe dovuto piegare.
Se avesse chiesto almeno a Walter Veltroni che voleva fortemente un “ma anche” ed il partito liquido per il nascente PD del 2008, avrebbe saputo che un partito senza struttura gerarchica, senza chiarezza d’intenti e un solido statuto non si può reggere a lungo da se.

 Capita, in questi giorni di sangue e finanza assassina, Europa dallo sguardo biasimante, anziani pagati per fare le comparse in comizi fasulli come il cerone e di teste PD sfasciate per vedere se coi cocci ci scappa d’assemblarci un governo, che anche il secondo partito del paese non riesca a ritrovare la bussola, proprio perché attaccato sul territorio dove sarebbe dovuto essere invero il più forte: internet.

Il sito del Movimento, il blog  di Grillo sono invasi in questi giorni da commentatori di ogni tipo, il cui solo intento evidentemente è destabilizzare e creare confusione.

[smartads]Si va dagli appelli d’intervento e di coalizione per il bene del paese (anche se, viver bene ormai è un lontano e sbiadito ricordo), alle critiche ed alle accuse contro il leader ed alle dubbie ombre che lo circondano, Casaleggio su tutte.

Grillo ha gridato subito al sabotaggio. Mai s’erano visti tanti Troll,  neanche nelle battaglie di tolkeniana memoria.

E’ giunto il momento di sbrogliare la matassa, i contestatori ed i critici, altro non sono che cittadini partecipanti al sano dialogo politico che dal M5S è stato recuperato.

E’ normalissimo che qualcuno di loro sia scontento, specie se da soli proprio non puoi governare.

Inutile diviene anche il machismo del leader col polso di ferro solo di fronte a tutti che Grillo pretende di cucirsi addosso.

Sicuramente esistono anche sobillatori nella tempesta perfetta che infuria sui siti dei Cinque Stelle, ciò che non stupirebbe affatto e invece scoprire che essi provengono da ambienti più antiquati, magari al soldo di qualche antiquato signore che ragiona nei termini analogici del vecchio tubo catodico.

C’è chi lavora in queste ore per dare un governo, c’è chi lavora per generare ulteriore confusione per continuare a borseggiare.

Considerazioni?

Luca Brandetti