Sesso con animali Canton TicinoCosa succede se un uomo britannico abusa sessualmente di una bambina? Si spera che la storia venga a galla per punire l’uomo come merita e per poter aiutare la bambina a provare a superare l’avvenimento. Ma se invece l’uomo documenta il terribile atto con un video, ed anziché celarlo, lo pubblica sul più famoso e potente social network, cosa accade?

Ci si aspetta disgusto, ribrezzo e denuncia del video, invece questo diventa uno dei più cliccati, apprezzati e condivisi contenuti di Facebook. In poche ore, il video del pedofilo si è diffuso in maniera virale per il web, approfittando del potere di comunicazione del sito. Ovviamente lo staff di Zuckerberg ha bloccato il video nel minor tempo possibile, si è dichiarato sconcertato dalla diffusione, denunciando l’avvenimento e la pedofilia, oltre a promettere una maggiore sicurezza per il futuro.

Più che puntare l’indice sulla sicurezza del sito o sul lavoro dello staff, che mi sembra abbia fatto il massimo per limitare la diffusione ed eliminare prontamente il contenuto, considerando le dimensioni mondiali di Facebook e la facilità e velocità di condivisione; sembrerebbe il caso di concentrarsi sui numeri di quest’avvenimento: 4000 “Mi piace” e 16000 condivisioni. Ed anche a voler escludere una parte di questi che magari hanno sbagliato nel voler cliccare il “segnala” (tasto che permette di segnalare contenuti illegali o offensivi),  non c’è dubbio che l’alto numero di utenti interessati al video preoccupa. Soprattutto perché è altamente improbabile che tutte queste persone siano malate ed abbiano problemi di pedofilia. O per essere più precisi, sono malate di una malattia non diagnosticabile, che deriva dai social network e dal potere che questi possono avere sulle vite, e sulle scelte operate. Come il non capire quando un contenuto è da condannare e non da utilizzare per aumentare la propria fittizia “popolarità”.

É proprio questa influenza che ha sugli utenti, che purtroppo rende mezzi che potrebbero essere utili e divertenti, come i social network, degli strumenti pericolosi per le proprie consapevolezze. Degli A-social Network.