Mangi, se paghi. Il diktat del Sindaco leghista di VigevanoMangi se paghi. Questo il diktat di uno dei comuni italiani passati al vaglio dalle Iene. La trasmissione che ha raggiunto il cuore degli italiani per il senso di giustizia e per le battaglie oneste che porta avanti, si è fatta carica anche del “caro mensa”. Il servizio è stato condotto da Matteo Viviani, la cui finalità era portare luce e chiarezza sulla vicenda dei bambini che non possono sedere in mensa e mangiare, perché non pagano la retta.

I nuovi poveri, quelli che si sono visti senza lavoro, da un giorno all’altro, senza assistenza, senza un minimo di sussidio, devono anche assistere, impotenti, all’umiliazione e alla discriminazione dei loro bambini che non possono accedere ai pasti. Il comune di Vigevano ha infatti, bloccato il servizio di mensa, per circa centocinquanta studenti delle scuole dell’obbligo perché ci sarebbero degli “insoluti”, come  dichiarato dal Sindaco leghista Andrea Sala, che ha fermato i ragazzi sulla soglia della cucina. Fredda, lucida, come la calcolatrice che non sbaglia, come a considerare numeri, non persone, non bambini, la spiegazione del Sindaco che ha avvertito i genitori dell’incombenza tramite sms. Dice questo Andrea Sala, “Riceverò solo i genitori che mi presenteranno la ricevuta di regolare pagamento delle rette”.

Non c’è spazio per le parole, per le lacrime, per le storie di una larga fetta di italiani che non ce la fanno a pagarla quella retta, che il fine mese diventa una camminata sui carboni ardenti. Il Sindaco pensa agli “insoluti”, non vuole sentire ragioni, i calcoli sono calcoli e allora commenta così, “Spezzeremo le gambe ai professionisti dell’insoluto, a livello economico, cominciamo con i pignoramenti. Abbiamo i piranha in giro, li stiamo già stanando. E l’andamento dei pagamenti delle mense è migliorato da quando abbiamo cominciato a usare il pugno di ferro”. Come a dire che i cittadini sono persone poco virtuose, che non si scherza, il regime è in vigore e va rispettato.

[smartads]Lui vuole dire basta, immagina ad una Vigevano disciplinata e obbediente. A casa sua, forse, il pane non è mai mancato. “Vogliamo dire basta ai furbi. Negli ultimi cinque giorni abbiamo recuperato già cinquantamila euro del debito totale accumulato in sette anni, pari a trecentocinquantamila euro. Sono, ad esempio, ottantasette le famiglie della fascia Isee più alta risultate morose. Nessuna discriminazione, ma tutela verso chi paga regolarmente il servizio”. Risultati importanti per bilanci, addizioni. Le sottrazioni le lascia agli altri, quelli che non si possono permettere neanche più la penna, l’inchiostro e allora si rivolgono alle Iene. La dignità non si compra, non si calpesta. Chi ci prova è un Sindaco leghista, le cui parole sono la traduzione di questa crisi ormai aberrante. E non è quella economica, sia chiaro.

Rachele Minichino