Bersani alla prova: la fronda del M5S pronta a votare la fiduciaBersani sembra pronto per la sfida che lo attende, ha dichiarato di essere tranquillo ma “preoccupato per il paese”. Napolitano, come ci si aspettava, alla fine gli ha conferito il tanto sospirato incarico, ma le difficoltà sul percorso che porterà al formarsi del governo al momento sembrano insormontabili. Mentre il leader del Pd incontra le parti sociali, oggi ANCI e Forum del III settore, sonda le possibilità di ottenere voti dai montiani, dal gruppo misto e da una minuscola parte del centro destra, che comunque non basterebbero per la fiducia. L’unica ancora di salvezza sarebbero, come al solito, i senatori di Grillo, che proprio in queste ore si dichiarano scontenti e insoddisfatti, non si esclude una sorpresa come quella dell’elezione di Grasso.

IL CALENDARIO – alle 15 di ieri Bersani ha incontrato l’Associazione dei Comuni, alle 16 il Forum del III settore. Graziano Delirio, presidente dell’Anci, ha dichiarato “è stato un incontro proficuo, abbiamo manifestato la necessità di dare un governo al paese, che si faccia carico dei problemi delle famiglie e delle imprese”. Dopo aver incontrato anche le rappresentanze del terzo settore, a chi gli chiede una battuta sulla possibile “concordia” tra Pd e Pdl in fase di governo prospettata dal centro destra, Bersani risponde: “al massimo possiamo parlare di corresponsabilità esattamente nella chiave di lettura indicata da Napolitano”. Oggi è toccato alle consultazioni con Coldiretti, Confagricoltura, Alleanza Cooperative italiane. Domani invece sarà il turno prima dei maggiori sindacati, poi della Rete delle imprese, a seguire cominceranno gli incontri con le forze politiche e col proprio partito.

[smartads]LA MAGGIORANZA AL SENATO – Napolitano ha conferito l’incarico a Bersani sapendo benissimo che al momento la maggioranza al Senato è solo un’ombra, Crimi dei cinque stelle ribadisce il “no” del Movimento alla fiducia, Berlusconi ha dichiarato che “senza di noi si possono scordare di governare”.

L’ingovernabilità sancita dalle elezioni è palese: se la maggioranza di centrosinistra è largamente accertata a Montecitorio così non è per niente sicura a Palazzo Madama. Il Pd può contare su 106 senatori, il gruppo che comprende socialisti, Svp, Union Valdotaine e Partito Autonomista Trentino-Tirolese su 10, aggiungiamo anche i 12 senatori del gruppo misto e i 21, compreso il senatore a vita Monti, della coalizione centrista. Se tutti votassero per la fiducia, il Pd si attesterebbe a quota 149, a fronte di una maggioranza di 158, anche se il plenum politico si otterrebbe con 160 voti a favore, su 315 Senatori più 5 senatori a vita. La ricerca di voti di Bersani potrebbe spostarsi allora su Grande Sud e Gal, Grandi autonomie e libertà formato da 10 Senatori di Centro Destra. A questo punto ci sarebbe la maggioranza ma la stabilità non sarebbe per niente al sicuro.

LA FRONDA A 5 STELLE – “Il giorno della fiducia non escluderei sorprese” così sembra aver dichiarato un senatore siciliano di Grillo, quindi il cambio di scenario potrebbe arrivare proprio dal M5S, almeno da una sua parte, in aperta rottura con Crimi e lo stesso Grillo. Ad alcuni senatori non sono piaciute le dichiarazioni fatte da Crimi successivamente all’incontro con il Presidente della Repubblica: “l’abbiamo tenuto sveglio”, non sono piaciute neanche le scuse rivolte al Colle per la battuta quantomeno infelice. La rabbia vera e propria è stata scatenata però dalla fuga, in mezzo al traffico e a suon di infrazioni al codice della strada, del “portavoce” Grillo. “Noi stiamo tutti il giorno a lavorare, lui arriva, resta un attimo dice cosa dobbiamo fare e se ne va”, si sentono dei numeri, Grillo non ha voluto nemmeno discutere con loro, non li ha voluti nemmeno incontrare.

Nella testa di molti eletti del Movimento, il governo Pd-M5S si può fare, la Fronda è forse pronta a colpire? Grillo ha paventato la fine della sua “carriera” politica nel caso di voto di fiducia al Pd, è un rischio che i suoi sono pronti a correre?