Mappa PlanckIl satellite Planck dell’Esa (Ente spaziale europeo) per tre anni ha raccolto e documentato tantissime informazioni sulle ‘cosmic microwave background‘, le radiazioni cosmiche di fondo rilasciate da stelle e galassie al momento della loro nascita e da cui è possibile determinare la loro storia passata. ‘Planck’ utilizza il LFI (Low Frequency Instrument), realizzato da ricercatori italiani e capace di registrazioni molto dettagliate.

Coi dati raccolti è stato possibile realizzare quella che è stata chiamata ‘Mappa di Planck‘, un’immagine del calore del cosmo ad appena 380 mila anni dopo il Big Bang, quando il termometro cosmico complessivo segnava una temperatura di poco superiore (tre gradi in più) rispetto a quella di meno 273 gradi centigradi, lo zero assoluto teorizzato da Lord Kelvin. Le macchie rappresentano le galassie che si svilupperanno nel corso di miliardi di anni.

[smartads]“C’è una certa emozione” ha spiegato Antonio Masiero, vicepresidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) “nello scoprire come le informazioni sul microcosmo che raccogliamo ogni giorno nelle nostre macchine acceleratrici convergano sempre di più con quelli forniti dal più grande acceleratore mai esistito, ovvero l’universo stesso”.

Alessandro Bondavalli