La fragilità di Cipro è la fragilità dell'EuropaUn sistema finanziario troppo grande per un’isola così piccola, Cipro è sull’orlo del default.

Al momento sono solo i finanziamenti dell’Ela, il fondo di liquidità per le banche che ne sono sprovviste, a evitare il tracollo di Cipro. La Bce fornisce credito alle banche cipriote ma solo a quelle solventi, lunedì 25 anche questo aiuto verrà meno e a quel punto bisognerà dichiarare bancarotta. Cipro potrebbe ricevere nuovamente aiuto per ricapitalizzare le proprie banche solo nel caso in cui accetterà le condizioni dell’Europa.

Le maggiori banche cipriote hanno già dichiarato fallimento e rimangono in piedi solo grazie agli aiuti che vengono dall’Ela, sono piene di obbligazioni greche che, una volta svalutate, ne hanno eroso i capitali. A poco a poco è venuta meno anche la fiducia degli investitori internazionali nei confronti di Cipro che in questo modo si è dovuta confrontare con problemi legati al debito ormai noti in tutta l’eurozona.

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Servirebbero più di 10 Miliardi di Euro al sistema finanziari cipriota per rimettersi in sesto, una cifra troppo alta per le finanze dello Stato. Servirebbe l’aiuto degli investitori internazionali che impongono il prelievo forzoso dai contocorrentisti dell’isola, ipotesi al momento scartata dalle forze politiche, adesso si riflette sul prelievo forzoso dei conti che superano i 100 mila euro.

I piani che provengono da Nicosia non convincono Bruxelles, a questo punto gli scenari futuri sono tre: aiuto dall’Europa per cui bisognerà accettare le condizioni che impone, aiuto dalla Russia di Putin o in ultima analisi Default e rinuncia all’Euro.

Guglielmo Sano