Claudio D'Orazi, condanna storica per il poliziotto accusato di concussione sessualeScatta la condanna, a sei anni e otto mesi, per il poliziotto di Cesena accusato di concussione sessuale nei confronti di donne straniere. A stabilirlo, il gup di Bologna, Bruno Perla.

Erano partite nel settembre del 2011, in seguito ad una segnalazione da parte del dirigente dell’ufficio immigrazione, le indagini che portarono, nel marzo del 2012, all’arresto di Claudio D’Orazi. L’ allora assistente capo presso l’ufficio immigrazione della questura di Bologna, fu accusato di offrire a donne straniere, in cambio di prestazioni sessuali,   permessi di soggiorno facili; stando alle indagini condotte dal procuratore aggiunto Valter Giovannini e dal sostituto procuratore Lorenzo Gestri, sarebbero stati sei gli episodi verificatisi nei confronti di due donne (una delle quali costituitasi parte civile). Un vero e proprio caso di abuso di potere.

Ora è il giudice dell’udienza preliminare, Bruno Perla a stabilire, al termine del processo celebrato con rito abbreviato, la condanna a sei anni e otto mesi per il 46enne di Cesena.

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“E’ una sentenza severissima che la Procura, ovviamente, condivide augurandosi che sia di monito verso chi potesse mai pensare di ripetere fatti simili abusando della sua qualifica”, dice il Procuratore aggiunto Giovannini.

Intanto, monito o meno, di casi simili se ne registrano a bizzeffe ed è allarmante. Solo una settimana fa, 4 agenti bolognesi, erano stati arrestati dai colleghi della squadra mobile, con l’accusa di rapina e lesioni nei confronti di extracomunitari durante dei controlli; e ancora, lo scorso anno un poliziotto di Genova era stato condannato a 12 anni e mezzo per abusi sessuali su donne romene; nel 2010, stessa accusa e sorte, per un poliziotto in servizio a Milano; eclatante poi il caso recente del pm Roberto Staffa che scarcerava i capoclan in cambio di sesso.

Preti pedofili, politici corrotti e poliziotti molesti sono ormai all’ordine del giorno; e pensare che un tempo gli esempi da seguire erano bene altri!

Marilena Felice