Papa Francesco IDopo le pesanti indiscrezioni sulle responsabilità del nuovo pontefice ai tempi della dittatura argentina, emergono fatti potrebbero essere ritenuti anche più gravi: avrebbe coperto i delitti di padre Julio Cesar Grassi, prete argentino condannato a 15 anni di carcere per aver abusato di un bambino a lui affidato, ma a piede libero in virtù della condizionale che pesa sulla sentenza risalente al 2009. A riferire la notizia è l’autorevole Washington

Padre Grassi è un personaggio noto nella diocesi di Buenos Aires. Giovane, dinamico e sensibile ai nuovi media gestisce una rete di scuole, orfanotrofi e programmi rivolti ai bambini e ai ragazzi sfortunati. Eppure sul fondatore di “Felices los ninos”, ovvero “bambini felici”, pesano le testimonianze di alcuni ragazzi e di vari funzionari delle strutture che la sua fondazione gestiva: “aveva i suoi preferiti, sempre maschietti. Regalava loro biciclette o giocattoli e poi ne sceglieva uno perché fosse il suo piccolo segretario”.

[smartads]Grassi era notoriamente molto vicino a Bergoglio. Addirittura i vertici della  Chiesa argentina, che facevano capo all’attuale Francesco I, hanno prodotto un dossier per provare l’innocenza del prete incriminato senza espellerlo, senza sanzionarlo in alcun modo. Secondo quanto riferisce il Washington Post, nell’anno in cui Grassi venne condannato, Bergoglio si sarebbe rifiutato di incontrare le vittime degli abusi, di quelli denunciati dallo stesso clero argentino ma anche di quelli i cui autori erano finiti in carcere, nessuna scusa, nessun risarcimento.

Molte associazioni argentine che si occupano delle molestie nei confronti di minorenni, da una parte rilevano l’impegno dell’ex arcivescovo di Buenos Aires contro la prostituzione minorile e le molestie ad opera dei preti, dall’altro evidenziano che nei 14 anni durante i quali Bergoglio rivesti la carica di Arcivescovo della capitale, niente di concreto venne fatto in ottica preventiva e quando i primi casi vennero alla luce.

Sostanzialmente rimase in silenzio, ha sempre taciuto, come sempre, come gli altri.

Guglielmo Sano