Grillo non perdona i traditori. Il Movimento 5 Stelle rischia lo scismaLa scelta dei suoi senatori non è stata ancora digerita, Grillo non perdona e continua a bastonare i disobbedienti: “La scelta tra Schifani e Grasso era una scelta impossibile. Si trattava di decidere tra la peste bubbonica e un forte raffreddore. La coppia senatoriale è stata decisa a tavolino dal pdl e pdmenoelle. I due gemelli dell’inciucio sapevano perfettamente che Schifani non sarebbe stato eletto. I capricci di Monti che voleva diventare presidente del Senato, ma è stato costretto a prolungare il suo incarico di presidente del Consiglio e per ripicca aveva minacciato di votare Schifani era una pistola scarica”. Quello che ormai vuole essere chiamato il “portavoce” del M5S non riesce a mettersi il cuore in pace e rincara la dose: “I giochi erano già fatti per mettere in difficoltà il MoVimento 5 Stelle. Qualcuno, anche in buona fede, ci è cascato. Lo schema si ripeterà in futuro. Berlusconi proporrà persone irricevibili, il pdmenoelle delle foglie di fico. Il M5S non deve cadere in queste trappole”.

Pagano l’inesperienza i deputati del M5S. Quelli che vorrebbero mandare a casa, in Parlamento, ci stanno da minimo vent’anni e conoscono tutti i meccanismi, quelli espliciti e quelli impliciti, per continuare a fare la politica a modo loro, almeno questa è la versione di Grillo: “Comunque, il problema non è Grasso. Se, per ipotesi, il gruppo dei senatori del M5S avesse deciso di votare a maggioranza Grasso e tutti si fossero attenuti alla scelta, non vi sarebbe stato alcun caso. In gioco non c’è Grasso ma il rispetto delle regole del M5S. Nel Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento sottoscritto liberamente da tutti i candidati, al punto Trasparenza è citato: Votazioni in aula decise a maggioranza dei parlamentari del M5S. Non si può disattendere un contratto. Chi lo ha firmato deve mantenere la parola data per una questione di coerenza e di rispetto verso gli elettori“.

Diversa la versione di chi Grasso l’ha votato. Responsabilità politica di dare certezze al paese, paura di rivedere un personaggio del calibro di Schifani di nuovo “seconda carica dello Stato”: se volete i traditori eccone qualcuno, non si sentono per niente in colpa e difendono fortemente la loro scelta, chissà se a costo di spaccare l’unità, sempre più in discussione, dei cinque stelle.

[smartads]Francesco Campanella, senatore siciliano, non è pentito della decisione: “Sì, ho votato Grasso. E con me altri. Perché la distanza con il personaggio Schifani era ed è enorme. Ma sia chiaro: non abbiamo firmato alcuna apertura di credito al Pd”. Non si sente un traditore e a chi lo accusa di essersi pentito risponde “io ragiono gratis”.

Mario Michele Giarrusso non ha dubbi, la scelta è stata obbligata, la possibilità di rivedere Schiafani Presidente del Senato era troppo ravvicinata: “sabato Schifani nella prima votazione aveva avuto 117 voti e Grasso 120.  Alla successiva votazione sarebbero quindi bastati 4 senatori di Monti (che ne ha 19) per far salire Schifani. Collaborare a questa infamia, pur avendo la possibilità di impedirla (con 54 senatori), sarebbe stata una cosa insopportabile per la mia coscienza. Sarebbe stato come tradire tutta la mia vita, tutte le mie scelte, tutto quello che ho sempre ammirato e tutto quello in cui ho sempre creduto. Votare scheda bianca era per me assolutamente impossibile”.

Parole più forti arrivano invece da Giuseppe Vacciano: “Se volete un traditore l’avete trovato”, un altro senatore del M5S Fabrizio Bocchino è pronto a dimettersi, Bartolomeo Pepe dichiara di aver fatto una scelta nel nome di Borsellino, Elena Fattori si accoda decisamente al coro.

Bella gatta da pelare per Grillo, buona parte degli elettori sta con lui: “ho votato M5S per cacciare fuori dal Parlamento la vecchia politica, a sto punto lo votavo io il Pd” ma c’è anche chi vede di buon occhio Grasso e la responsabile decisione dei grillini.

Che ruolo avrà adesso il portavoce? Il garante del non statuto? Al momento non sembra che il movimento abbia aperto al Pd, sicuramente la situazione da questo momento in poi si proporrà su nuove basi. Pericoloso precedente, l’elezione di Grasso, Grillo lo sa perfettamente ed è preoccupato.

 Guglielmo Sano