Yara Gambirasio Brembate di SopraProcedono le indagini sul caso Yara Gambirasio. Il gip Ezia Maccora, dopo aver archiviato il fascicolo a carico di Mohamed Fikri, manovale marocchino 22enne, con l’accusa di omicidio, ha disposto l’apertura di una nuova indagine, con l’ipotesi di favoreggiamento.

Sotto la lente sono finite le intercettazioni telefoniche di Fikri e la fidanzata di allora, Fahita Sabri; risalgono al 3 dicembre 2010, una settimana dopo la scomparsa di Yara, quando nessuno era al corrente dell’omicidio. Dopo essere stato interrogato dai carabinieri, alla domanda di Fahita “Ma il posto dove l’hanno uccisa è vicino al posto dove lavoravi o un po’ più lontano?”, il giovane rispose: “E’ vicino al cancello”. La stessa sera pianse al telefono e le chiese perdono, ammettendo “da quasi due anni non verso una lacrima”;

[smartads]Fahita avrebbe detto: “Le tue parole non mi sono piaciute, soprattutto quando mi hai chiesto di perdonarti… perché devo perdonarti… Non c’è motivo”. Sentita dai carabinieri il 30 dicembre, la ragazza negò la circostanza.

Il pm Letizia Ruggeri, che coordina l’inchiesta, è intenzionata a interrogare nuovamente i due, oltre all’ex datore di lavoro di Fikri, Roberto Benozzo, e l’allora custode del cantiere di Mapello, Federico Anni. Quando Fikri fu bloccato sul traghetto diretto in Marocco, Benozzo inviò un sms a un’amica “Brutte notizie. Hanno fermato il mio operaio” a cui non ebbe risposta e che lascia intendere conoscenza dell’argomento da parte del destinatario. Incongruenze, queste, che vanno fugate.

Valentina De Felice