Sesso di gruppo per onorare dei debiti. Il processo di FerraraUn ex spogliarellista ha portato in tribunale coniuge e vicino di casa, con l’accusa di sfruttamento della prostituzione per l’uno, violenza sessuale per l’altro.

Il 14 marzo, in aula, la donna ha dichiarato di essere stata costretta dal marito a fare sesso di gruppo, per onorare dei debiti. La difesa del vicino è affidata all’avvocato Andrea Zamperlin: “troppi i riscontri che mancano alla versione della signora. Bene aveva fatto il pm a chiedere l’archiviazione”.

I fatti si riferiscono al biennio 2005-2007; il pm, allora, decise di archiviare il caso, mentre il gip ritenne opportuno procedere. L’ex marito, assistito dall’avvocato Michele Chiaromonte, non è reperibile. Sarebbero coinvolte, oltre alle parti in giudizio, altre persone tuttora non identificate e la violenza si sarebbe consumata nel ferrarese, nel locale in cui la ventenne vittima lavorava come spogliarellista. Dopo un periodo di degenza presso una struttura sanitaria, la donna denunciò il compagno anche per abusi e maltrattamenti sulla loro figlia di 2 anni, ma l’accusa venne ritenuta insussistente e il caso archiviato. Nel 2010 la separazione dei due e quest’ultima denuncia.

Le ricostruzioni della donna sono contraddittorie e vaghe, sia circa i partecipanti alla violenza, sia in merito al luogo in cui sarebbe stata agita. Proprio ieri i giudici Marini, Giorgi e Attinà hanno raccolto la deposizione della proprietaria del night, che esclude la veridicità dell’accaduto.

La prossima udienza è fissata il 15 maggio.

Valentina De Felice