Comincia la XVII legislatura, ma Bersani rischia solo fumate nereDopo le sedute improduttive di venerdì, la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica hanno i loro presidenti. Decisiva, nella notte, l’indicazione di due nomi da parte del Segretario del PD, Bersani, che ha indicato in Laura Boldrini alla Camera e Pietro Grasso al Senato i candidati di riferimento della coalizione Italia Bene Comune.

Con l’elezione della Boldrini in cassaforte, vista la maggioranza dei seggi a favore di IBC nella Camera bassa, è iniziato il valzer del Senato. In mattinata la coalizione di Centrodestra ha rispedito al mittente la candidatura Grasso indicando il proprio candidato nella persona del Presidente uscente Renato Schifani.

A ora di pranzo, arriva l’elezione a terza carica dello Stato di Laura Boldrini con 327 voti. Secondo si è piazzato Roberto Fico del Movimento 5Stelle con 108 voti. Maceratese, classe 1961, Boldrini è stata per anni Portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, prima di accettare la candidatura come indipendente da parte di Sinistra Ecologia e Libertà. Capolista nei collegi siciliani e nelle Marche, Laura Boldrini, nel suo discorso d’insediamento ha citato diversi temi dell’Italia di oggi, dal cambiamento al femminicidio, dagli esodati alla crisi. Il discorso è stato molto apprezzato dai banchi del centrosinistra e del M5S, mentre l’accoglienza dei parlamentari berlusconiani è stata piuttosto fredda.

[smartads]Nel frattempo, al Senato, si va al ballottaggio tra Grasso e Schifani, con il candidato M5S Orellana ormai fuori dai giochi. Con numeri molto risicati da ambo le parti, decisive sono risultate la scelta dei Montiani di votare scheda bianca e la libertà di voto autoconcessasi dai senatori cinquestellati che hanno portato all’elezione dell’ex Procuratore Nazionale Antimafia con 137 voti contro i 116 andati a Schifani. Adesso la partita più delicata, la formazione del nuovo governo.

Da mercoledi il Presidente Napolitano darà il via alle consultazioni