Mediaset in crisi getta l'ancora nei territori dei porno channelLa crisi si sa  ha lasciato nella propria scia lacrime e sangue, nel caso di Mediaset anche qualche liquido organico di dubbia provenienza.

La nuova strategia delle reti del Cavaliere per far fronte ai tempi di vacche magre, (scusate il gioco di parole triplo carpiato all’indietro) consiste nel lanciarsi sul mercato con tre canali porno sulle frequenze che vanno dalla 391 alla 393 del digitale terrestre.

Ogni sera dalle ore 23 alle 2 aperta la finestra televisiva, si potrà usufruire di una calda compagnia telematica gratuita chiamata “Hot Time”. Il resto dei servizi sarà a pagamento, ovviamente, saranno però previsti pacchetti per coprire ogni tipo di esigenza.

Il pacchetto base costerà 9 euro e renderà possibile l’accesso ad un solo canale. Il servizio completo costerà 12 euro con accesso illimitato a tutti i canali. Prezzi piuttosto politici vista la gran quantità di materiali porno gratuiti che offre internet 24 ore su 24.

Quello che viene da chiedersi è chi, nel 2013, si aggrappa ancora alla tecnologia televisiva per uno sporco pugno di pornografia. Chi non sa che un infimo quarto d’ora di porcate e sozzerie senza limiti, viaggia a portata di mouse appena si ha un po’ di privacy e comodità?

La verità? La verità  è che questo paese è fondato su precetti fortemente patriarcali per i quali sotto i cinquant’anni non si è nessuno, in cui chi non trova un impiego s’annega nell’autoerotismo, in cui la donna è mercificata ed oggettivata, dove l’omofobia vola su solide ali istituzionalizzate e che manca del tutto un piano di educazione sessuale diffuso.

La verità? Uno stato di onanismo permanente, appena oltre ciò che si vede coi soli occhi.

Luca Brandetti