Il primo giorno di Papa Francesco tra indiscrezioni e austeritàSin dal primo giorno Francesco I è apparso decisamente diverso dal suo predecessore Joseph Ratzinger, nei modi ma ancor più nei gesti. Nella mattinata, volendosi recare a Santa Maria Maggiore per ritirarsi in preghiera, ha chiesto una macchina meno lussuosa di quella che era stata scelta per lui. Ieri già aveva destato stupore scegliendo di non portare la “mozzetta” (mantellina rossa chiusa sul davanti tipica dei porporati e del papa ndr) e per aver rifiutato la croce d’oro destinata al pontefice preferendo optare per la ben più sobria croce, recante l’immagine del buon pastore con sulle spalle la pecorella smarrita, che portava già da cardinale.

Si aggiungono alla lista dei gesti rivoluzionari: il rientro in autobus dopo la proclamazione, la scelta di diminuire la scorta di Polizia di Stato italiana ad un’unica autovettura, il rifiuto delle lussuose scarpe rosse, tanto care a Ratzinger. Gesti che hanno evidenziato l’opposta personalità del nuovo Vescovo di Roma rispetto ai predecessori. Non ultimo particolare: ha scelto di pagare l’albergo presso cui ha soggiornato in questo periodo, dichiarando “di voler dare il buon esempio”.

Quindi probabilmente abbiamo di fronte un Papa, sicuramente non giovane, ma a cui piace e che sa leggere la modernità. Tutto ciò verrebbe testimoniato anche dalla sua abitudine di spostarsi in metropolitana. A chi gli chiede se la sicurezza del Santo Padre non verrà messa a rischio dalle possibili novità nel suo stile di vita, Padre Lombardi, addetto stampa della Santa Sede, risponde: “anche Giovanni Paolo II rompeva gli schemi per incontrare persone in situazioni di rischio e la sicurezza lo assecondava”.

[smartads]Un Papa “moderno” allora, ma che forse nasconde qualche scheletro nell’armadio; per molti Jorge Mario Bergoglio è un uomo amante della semplicità, un ecclesiastico vicino alle “periferia” dei fedeli, il prete dei “barrios” argentini, sdegnoso verso i centri di potere. Altri ne danno una versione diversa: Horacio Verbitsky, giornalista argentino autore de L’Isola del silenzio, parla di un Bergoglio molto ma molto vicino al regime che terrorizzò l’Argentina dal 1976 al 1983, tanto vicino da denunciare alcuni dei suoi compagni di fede, sospettati di essere dei sovversivi, condannandoli alle torture all’interno dell’ESMA (Accademia della Marina Militare Argentina, nel quartiere Nunez di Buenos Aires, famosa per essere l’orrido teatro di torture e vessazioni di ogni tipo contro i dissidenti del regime di Videla, altrimenti noti come desaparecidos, ndr).

Al momento la gravità di tali indiscrezioni non sembrano scalfire la sua popolarità, in continua crescita, tra i fedeli. Per molti di questi era più importante che il nuovo Papa non avesse a che fare con gli incresciosi affari riguardanti Chiesa e pedofilia; Bergoglio sembra essere lontano da un coinvolgimento in connivenze e coperture di questo genere, anche se il suo primo giorno gli ha riservato una sorpresa, una spiacevole sorpresa in questo senso.

Francesco I, recandosi a Santa Maria Maggiore, ha incontrato Bernard Law; un Cardinale che non ha partecipato al conclave per aver raggiunto i limiti d’età, costui nel 1984 aveva ammesso di sapere che un prete sotto la sua responsabilità aveva violato sette ragazzini, nonostante questo aveva predisposto il suo trasferimento presso un’altra parrocchia, ugualmente frequentata da giovani ragazzi. È stato significativo il fatto che l’incontro di Bergoglio con Law, arciprete emerito di Santa Maria Maggiore, non si sia protratto a lungo. Un breve saluto e poi ognuno per la sua strada, speriamo sia una metafora dell’atteggiamento che il nuovo Papa vorrà esprimere verso i membri del clero che si macchiano di così gravi delitti.

Guglielmo Sano