Trieste, che sorpresa!La sua piazza principale (Piazza dell’Unità d’Italia) è quella che si definisce “una della più belle d’Europa”, e lo è, senza alcun dubbio. Il suo Castello di Miramare, bianco e all’orizzonte, è imperdibile. Ma a parte le cose già conosciute la controversa Trieste offre tante, tante sorprese. Innanzitutto la classe di una città placida, ordinata, ricca e inaspettata. Come raccontano i suoi abitanti, pare però che sia rimasta in attesa di un futuro promesso. La scena era pronta: sontuosi palazzi, larghi viali, teatri e caffè che dal dopoguerra la iniziavano a diventare la protagonista di quella parte d’Italia. Qualcosa ha disatteso le grandi aspettative di Trieste che rimane placida a guardare il golfo dalla sua gigante piazza e offre a cittadini e turisti una vita serena.

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L’amore per i vini e le produzioni vitivinicole di questa area geografica è ben nota e a pensarci, sembra quasi di vederli i giovani e non più giovani triestini che nelle fredde sere di bora si ritrovano all’Osteria da Marino. Un locale storico, nel quartiere antico della città. Esiste dal 1925 come caffetteria, poi nel 1940 è stato trasformato da Marino in un luogo davvero caratteristico. Basta pensare che la carta dei vini offre ben 700 etichette, anche estere, oltre a una vasta scelta di rum, whisky e grappe. Il sapore rustico del locale si respira a pieni polmoni, dagli arredi d’epoca alle foto, dai ricordi ai cimeli appesi ovunque. La cucina è in pratica una piccola stanzetta a vista all’interno della sala e da lì arrivano piatti gustosi come la zuppa di cipolle, la salsiccia luganega con crauti, i salumi d’oca accompagnati da lardi e formaggi locali. Da ricordare e provare per un brindisi è un buon calice di Glera, vino bianco asciutto e delicato, quasi un inno alla placida Trieste.

Silvia Saltari