Barcellona-Milan: una debacle che fa male al calcio italianoLa batosta è di quelle assai difficili da digerire. Del resto, un risultato così catastrofico nelle proporzioni, i tifosi rossoneri non lo avevano immaginato nemmeno negli incubi peggiori. Eppure, la realtà dice proprio questo: 4-0 e sogni di gloria evaporati in una notte di marzo.

Nel ritorno degli ottavi di Champions League, il Milan non riesce a difendere il 2-0 ottenuto a San Siro e davanti ai 94 mila del Camp Nou viene spazzato via da un Barcellona supersonico: la doppietta di Messi e le reti di Villa e Jordi Alba eliminano i rossoneri dalla massima competizione per club. Grande rammarico per il palo colpito da Niang nel primo tempo, quando ancora il risultato era sull’1-0 per i catalani. Ma il calcio spesso sa essere assai crudele e nell’azione successiva al legno colpito dal giovane attaccante ecco arrivare tempestivo il raddoppio di Messi che spezza le gambe agli uomini di Allegri. E pensare che la ‘pulce’ nei precedenti contro squadre italiane non era mai riuscito ad andare in gol su azione (solo 3 centri su rigore tutti al Milan): sono bastati appena 45’ per sfatare uno dei pochi tabù del giocatore più forte del pianeta, una doppietta che colloca l’attaccante argentino in cima alla classifica dei migliori bomber della Champions League (58 reti, staccato l’olandese Van Nistelrooy fermatosi a quota 56). Nella ripresa il copione non è affatto cambiato e a nulla sono servite le sostituzioni operate da Allegri: Villa al 55’ e Jordi Alba in pieno recupero mettono il punto esclamativo su una prestazione sontuosa da parte dei catalani, che dopo le critiche ricevuto dopo la sconfitta di San Siro, ritornano ‘marziani’ in terra e compiono una ‘remuntada’ da urlo.

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Grande delusione, come è giusto che sia, nel clan rossonero. Boateng e compagni erano più che coscienti che contro il Barca non sarebbe stata una passeggiata, ma il 2-0 dell’andata aveva illuso i rossoneri di poter approdare ai quarti con minori difficoltà. “Siamo usciti per questione di centimetri. La qualificazione ce la siamo giocata sul palo colpito da Niang, bastava poco…”, l’amaro commento di Massimiliano Allegri al termine della partita. “Non siamo stati all’altezza della situazione – la dura analisi di Massimo Ambrosini -, abbiamo subito fin dall’inizio ed è finita così”. La notte del Camp Nou è solo l’ultima delle incredibili ‘remuntade’ che il club di via Turati ha dovuto subire nella sua storia europea. Per carità, trattasi di episodi isolati in oltre mezzo secolo di coppe europee, ma che sicuramente vorranno pur dire qualcosa. Così, dopo il Bordeaux nel 1996 in Coppa Uefa, La Coruna nel 2004 e l’infausta serata di Istanbul nel 2005 contro il Liverpool, il capitolo delle imprese al contrario si aggiorna dinanzi al ‘Diavolo’ Messi.

Una sconfitta che non fa certo bene a tutto il movimento calcistico italiano, ora rappresentato da una sola squadra in Champions (la Juventus) e, si spera, da Lazio e Inter in Europa League. Risultati negativi che vanno a discapito di quel Ranking Uefa che ci vede precipitare sempre più giù.

Calogero Montalbano