RuzzleÈ partito il primo torneo italiano dedicato all’app più utilizzata del momento. Ruzzle è sicuramente un banale gioco sul web, ma allena anche la mente e poi, ammettiamolo, si possono conoscere persone: dunque tutti ai blocchi di partenza, dai 18 agli 88 anni, e Ruzzoliamo.

Lanciato su facebook ha viaggiato tra noiose lezioni di scuola, pause d’ ufficio e tratte in autobus fino a diventare fenomeno degno di un torneo nazionale. Dal sito “Ruzzoliamo.it” è possibile scaricare la lista degli invitanti premi che vanno non solo alla bravura ma anche all’assiduità e ai più bravi “promotori” del gioco; ma subito compaiono alcuni problemi che fanno sorgere dubbi.

Partiamo dall’applicazione fornita dal sito: lenta per gli android e inizialmente non accessibile per iOS, la soluzione al bug arriva con la possibilità di scaricare l’app mobile. E dall’app tutte le altre problematiche. Primo: confusione di password e regolamenti articolati e confusi, ed ecco in soccorso la pagina facebook dove trovare domande e spiegazioni sul funzionamento del torneo. Secondo: molti utenti si sono visti assegnare partite perse non giocate e non hanno ottenuto i punteggi di vittoria (strane coincidenze), anche qui posto il rimedio grazie alla possibilità di rigiocare e alla semplificazione delle procedure di invio dati. Terzo e ultimo caso: i cheater, coloro che imbrogliano per vincere, su ciò gli organizzatori del torneo dichiarano massima severità anche se non chiariscono in modo preciso i metodi di individuazione.

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Le polemiche sono dunque divampate sul web dove gli utenti hanno discusso di  problemi, perplessità e soluzioni, facendo così ulteriore pubblicità all’evento, perché le iscrizioni sono possibili anche in corso di gioco. Un’ astuta mossa di marketing?

In generale le app (applicazioni informatiche semplificate per dispositivi mobili) hanno ormai conquistato gli utenti; nate in ambiti specifici coprono ormai tutto il panorama della vita umana: gioco, musica, video, lavoro, comunicazione ecc. la loro fortuna sta nella facilità di acquisto (o free-download) grazie ad appositi store digitali e alla loro copertura di ogni ambito della vita tanto da essere ritenute ormai indispensabili quanto lo strumento che le supporta.

Oggi la navigazione web è stata addirittura superata dal loro utilizzo anche in funzione dell’estremo dinamismo delle persone: in ufficio, in palestra, in treno, al bar puoi aprire tutto un mondo e isolarti dove più desideri, sono una sorta di rifugio dalla quotidianità, un salto nell’altrove, danno il potere dell’obiquità.

Ma se poi non disimpariamo a tornare indietro?

Giulia Sabattini