Marò IndiaMassimiliano Latorre e Salvatore Girone sono due marò italiani sotto processo con l’accusa di aver ucciso due pescatori al largo della costa del Kerala nel febbraio dello scorso anno, scambiandoli per pirati. Contravvenendo agli accordi con il governo indiano, secondo cui i due militari dovevano essere processati in India, il ministro Giulio Terzi ha deciso di far restare i due, tornati in Italia con un permesso per votare alle elezioni politiche, in patria, sollevando un conflitto di giurisdizione davanti al tribunale internazionale.

Pesanti accuse dal partito dell’opposizione indiana di centrodestra, il Bharatya Janata Party (Bjp), che ha definito il rifiuto dell’Italia di far ripartire i marò “un tradimento” e “un inganno contro la Corte Suprema dell’India”.

Latorre e Girone, commentando sulla decisione, esprimono i loro ringraziamenti alla Farnesina per la possibilità di riprendere una vita normale, mentre in India i familiari delle vittime gridano alla cospirazione e chiedono che i due marò ritornino in India per essere processati.

[smartads]La tv “all news” indiana Cnn-Ibn, che da ieri sera dedica ampio spazio alla decisione dell’Italia di trattenere i due marò, si domanda se sia davvero un caso che proprio ieri il governo di New Delhi aveva ricevuto dal governo italiano materiale riguardante le presunte tangenti pagate per la commessa di 12 elicotteri della Agusta Westland all’aviazione indiana, il famoso “caso Finmeccanica“.

In febbraio, nota l’emittente, “il ministro degli Esteri Salman Khurshid aveva detto: Il governo italiano ci ha chiesto di intervenire (sulla vicenda dei marò), ma non era possibile, nello stesso modo in cui non lo era per loro fare qualcosa per la nostra richiesta di documenti di Finmeccanica”. Ma ieri, osserva ancora Cnn-Ibn, “il governo italiano ha ceduto, mandando una prima parte di documenti all’India sulla vicenda degli elicotteri VIP. La questione è ora di sapere se anche il governo indiano ha ceduto sul tema dei marò ed ha permesso loro di restarsene a casa con il sospetto di omicidio dei due pescatori”.

Alessandro Bondavalli