«Scusi, mi date il modulo per riavere indietro l’Imu?» Questa è stata la richiesta fatta ieri da due donne pensionate agli esterrefatti impiegati del Caf della Cgil di Genova. Sono le prime di una lunga serie, costituita per lo più da anziani.

La scritta “Avviso per il rimborso dell’Imu” sembrava un escamotage per attirare l’attenzione dei tartassati cittadini italiani, una classica trovata pubblicitaria che imperversa generalmente sul web o arriva nelle mail degli internauti, per essere nella maggior parte dei casi spostata immediatamente nel cestino.

Tanto per intendersi, l’ingenuo destinatario della missiva apriva la lettera stimolato dalla “restituzione” e si trovava in mano la solita lettera pre-elettorale mandata da Silvio Berlusconi, nella quale il Cavaliere metteva per iscritto tutte le sue promesse, dall’Imu all’Irap, passando per l’Iva e la patrimoniale.

«Ci sono due chiavi di lettura di questo episodio» espone su Repubblica il responsabile dei Caf genovesi della Cgil, Renato Zini: «La prima riguarda il rapporto fiduciario che soprattutto gli anziani hanno con noi e che li spinge a chiedere informazioni di fronte a cose che non appaiono subito chiare. La seconda è la convinzione di qualcuno che, invece, esistano già dei moduli prestampati per chiedere e ottenere il rimborso dell’Imu, così come promesso da Berlusconi».

Per restringere le possibilità di equivoco, le segreterie genovesi di Cgil, Cisl e Uil hanno diffuso in serata un comunicato stampa per informare «tutti i cittadini che allo stato attuale non è previsto alcun rimborso Imu».

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A Casarsa della Delizia, in provincia di Pordenone, un’anziana signora non ha neppure avuto bisogno della lettera incriminata per presentarsi al comune e richiedere indietro i soldi pagati per l’Imposta Municipale Unica, considerando già attuate le promesse fatte Berlusconi in campagna elettorale, senza nemmeno aspettare che il Cavaliere venisse eletto.

«Si è presentata agli sportelli chiedendo di conoscere le modalità e i moduli per avere il rimborso dell’Imu » conferma sul Messaggero Veneto il vice sindaco di Casarsa della Delizia, Fernando Agrusti, «e dicendo espressamente di avere sentito l’informazione alla televisione».

Nella vicenda c’è spazio anche per il macabro: la lettera di Berlusconi è arrivata anche a chi, purtroppo, non può dare il proprio supporto elettorale, in quanto defunto. È il caso di Orlando, riportato sempre dal Messaggero Veneto, raggiunto dalla missiva, ma passato a miglior vita nel 2006.

Giovanni Gaeta