Pare che la storia della Luna possa essere riscritta. Quattro scienziati hanno recentemente fatto una scoperta davvero interessante. L’odierna analisi delle rocce lunari, raccolte nelle Missioni Apollo degli anni ’70, è riuscita a dimostrare che sul nostro satellite un tempo esisteva l’acqua.

A Houston, in Texas, c’è il Lunar Receiving Laboratory, costruito dalla Nasa, dove sono custoditi proprio i reperti delle Missioni Apollo. Questi materiali sono stati lì riposti negli anni ’70 nella speranza che un giorno la tecnologia sarebbe stata sufficientemente avanzata per poterli analizzare a fondo. Quel giorno è arrivato. A circa quarant’anni dalla “raccolta” gli scienziati sono stati in grado di dimostrare, grazie anche ad una sofisticata strumentazione, che il nucleo del satellite non era privo d’acqua come si credeva fino ad oggi. Sono state trovate infatti delle tracce di “acqua nativa” a dimostrazione che la Luna, nei suoi primi anni di vita, “conteneva” il prezioso liquido. In verità erano già state rinvenute in passato tracce di acqua sulle rocce lunari ma fino ad ora si era sempre creduto che fossero frutto di impatti con meteoriti o comete. Ma l’acqua oggi analizzata appartiene alle rocce trovate in profondità sulle quali non avrebbe potuto influire l’impatto superficiale con un meteora.

La ricerca condotta presso l’Università del Michigan grazie a Hejiu Hui, è stata pubblicata sulla rivista Nature Geoscience con il titolo “Water in lunar anorthosites and evidence for a wet early Moon”. Questi dati potrebbero riscrivere la storia della formazione del nostro satellite e un tale studio dimostra come ancora oggi le scoperte non siano assolutamente finite.

Laura Righi