La Madonnina benedice Grillo. Pubblico delle grandi occasioni ieri sera in Piazza Duomo, dove migliaia di persone hanno assistito alla tappa milanese dello Tsunami Tour del leader del Movimento Cinque Stelle.

Davanti alla Cattedrale di Santa Maria Nascente, Beppe Grillo ha lanciato il suo ultimatum alla vecchia classe politica, imponendo una resa senza condizioni: «Il mio grido è arrendetevi, siete circondati dal popolo italiano. È un sogno che stiamo condividendo, questo non è un comizio, è uno scambio di affetto che non c’è mai stato in Italia. Io giro con un camper che mi hanno prestato. Se ne de devono andare, se ne vadano finché sono in tempo» sono state le parole con cui ha aperto il comizio.

I “vecchi politici”, però, non se la caveranno con una semplice uscita di scena: «Prima che andate via vi faremo un politometro per misurare il patrimonio prima, durante e alla fine del  regno politico e se i dati non coincidono la magistratura interverrà e ci prenderemo quello che si sono mangiati, abbiamo diritto a un risarcimento. Sta finendo un’epoca e non lo hanno capito» si legge su Repubblica.

Di fronte alla risposta di piazza ottenuta dal vulcanico messaggio lanciato dal comico genovese, i “vecchi politici” si mobilitano. Su La Stampa Mario Monti riconosce che «sia difficile governare con Grillo: è la protesta dalla quale è difficile vedere emergere una proposta», tuttavia ammette «tanta gente che vota Grillo è insoddisfatta come noi della politica tradizionale, ma noi oltre alla protesta mettiamo la proposta. Lui potrebbe essere ministro di un governo tecnico perché non è candidato. Le energie di chi lo vota vanno comunque convogliate per cambiare la politica, non vanno snobbate».

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L’affluenza e l’ardore dei grillino non suscita preoccupazione in Umberto Ambrosoli, che anzi confida nel loro sostegno alle elezioni regionali: «Grillo a Milano rappresenta il bello della nostra democrazia. Spero che i cittadini del Movimento 5 Stelle possano comprendere che per portare alcune loro tematiche al governo della Lombardia devono votare per me» ha dichiarato ai microfoni di Repubblica.Tv.

Il Corriere della Sera, invece, riporta i sentimenti dei delusi leghisti: «Io ci avevo creduto, al Bossi. Ho votato Lega fino al 2010. Mai più, mai più» sono le parole di un ex sostenitore del Carroccio.

Sono tanti, infatti, i  delusi dai partiti tradizionali che si sono riuniti sotto l’egida del  M5S. Emblematiche le prole di un abiurante di sinistra: «Grillo mi fa schifo quando dice cose di destra, ma almeno cambierà qualcosa».

Giovanni Gaeta