Terribile agguato in Calabria: coppia uccisa a colpi di kalashnikov. Riesplode la faida dei boschi

Le vittime sono Giuseppe Bruno, di 39 anni e sua moglie Caterina Raimondi di dieci anni più giovane. Erano sposati da molto tempo e non avevano figli, lui era proprietario di un’agenzia di viaggi e gestiva un bar, lei un negozio di detersivi. Bruno era noto alle forze dell’ordine e lo scorso anno era toccato subire la stessa sorte a suo fratello Giovanni, ritenuto un potente boss della ndrangheta.

Bruno e sua moglie stavano per entrare nel proprio Suv, quando sono stati raggiunti da una sventagliata di colpi di Ak 47. Circa 30 bossoli sono stati ritrovati sul luogo del delitto, oltre alla stessa arma da fuoco, abbandonata dal killer subito dopo il duplice omicidio.

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L’INDAGINE – La scena che i carabinieri di Catanzaro, si sono trovati davanti è stata descritta come particolarmente efferata. La donna è irriconoscibile per i colpi subiti, si trovava semplicemente nel luogo sbagliato nel momento sbagliato, il vero obiettivo dell’agguato con molta probabilità era il marito.

Dalla Dda si presume che Giuseppe Bruno pensasse di espandere il raggio d’azione del proprio business illegale. In virtù degli arresti degli ultimi mesi si è creato nel soveratese un vero e proprio vuoto di potere, questo evento conferma l’inizio di una nuova faida per il predominio criminale della zona soprattutto nella gestione delle estorsioni.

Guglielmo Sano