Marco Mengoni è il neo vincitore della 63sima edizione del Festival di Sanremo. Il cantante si era classificato terzo a una edizione del talent show X Factor che ne aveva decretato il successo.  Sempre più stanco delle continue critiche rivolte alla qualità dei talent show e dei loro partecipanti, ha voluto farsi intervistare in merito a questo argomento durante la conferenza stampa, da Il Giornale, Il Corriere della Sera e Il Secolo XIX. “Chi disprezza i talent show continui o si ricreda” così ha detto il cantante di Ronciglione.

Sono pervenute molte critiche dopo la sua vittoria e il motivo sembrava essere all’unisono la sua “nascita” come artista in un talent show quale è X Factor. Mengoni ha quindi esortato i disprezzatori a continuare per la loro strada o a ricredersi perché, come ha commentato, indipendentemente da quello che vogliano credere, la sua “vittoria a Sanremo è stata frutto di sacrifici”. Sì è voluto schierare contro questo “razzismo  nei confronti di chi esce dai talent e ha poi altresì parlato del suo percorso: “Per me è stato un Festival di felicità, di libertà e di inconsapevolezza. Non ho patito la gara neanche per un secondo [..]Sono tornato alle origini, ad aspetti più terreni e meno metafisici. Per la voce mi rifacevo sempre a modelli Oltreoceano, ora mi ispiro al nostro romanticismo. Nei testi do più peso alle parole, cerco concetti più semplici e mi faccio meno pippe mentali. Tutto questo l’ho scoperto grazie alla collaborazione con tante altre persone che mi hanno aiutato a cogliere cose di me che prima non capivo bene”. Tra queste persone un chiaro riferimento a Gianna Nannini che ha scritto per lui il pezzo “Bellissimo”.

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I pregiudizi permangono comunque. E Mengoni così chiude: “Questa vittoria è merito di tantissime cose, di tante scelte, di molti sacrifici. Ho iniziato cantando ai matrimoni e perdendo le notti nei piano bar, su una tastieraccia. Passavo dal rock alla dance, mi sfrecciavano davanti gli anni ’70, ’80 e ’90. Ho suonato anche jazz. Non mi sento meno degli altri. Chi mi accusa di non meritare questo Festival fa del razzismo: un accanimento privo di senso”. Forse questa sua importante vittoria ridurrà il numero dei diffidenti nei confronti dei “talent-reduci”.

Laura Righi