Si infittiscono sempre di più le ombre sul campione Oscar Pistorius. Le indagini stanno stringendo il cerchio intorno a un uomo molto diverso dal generoso atleta che ha entusiasmato il mondo con le sue vittorie. In seguito al ritrovamento di medicinali proibiti, nella sua abitazione, la polizia ricostruisce la presunta aggressione alla fidanzata Reeva Steenkamp, attribuendola all’uso delle sostanze stesse. Nel frattempo emergono delle indiscrezioni sulla presunta gelosia nei confronti di un cantante sudafricano.

In casa di Oscar Pistorius sono stati trovati degli steroidi anabolizzanti e una mazza da cricket ricoperta di sangue. Secondo la polizia “blade runner”, avrebbe aggredito la fidanzata, in seguito all’alterazione dovuta a un mix di farmaci proibiti e alcol. A confermare ciò sembra che, la modella Reeva Steenkamp, presentasse delle gravi lesioni sul capo, si ipotizza siano state causate proprio dalla mazza. Il corpo contundente, in questo momento all’esame della scientifica, potrebbe anche essere stato usato dalla donna per difendersi. Viene avvalorata l’ipotesi del raptus, sono state disposte delle analisi specifiche, per riscontrare l’effettiva presenza delle sostanze nel sangue di Pistorius.

Secondo la ricostruzione dell’omicidio effettuata dal quotidiano City Press, il primo colpo  sarebbe stato sparato in camera da letto e avrebbe colpito la Steenkamp all’anca. La donna a questo punto sarebbe fuggita in bagno dove altri due spari l’avrebbero raggiunta alla testa.

In preda allo shock Pistorius ha avvertito il padre chiedendogli di raggiungerlo a casa dove lo avrebbe accolto, sulle scale della sua villa, con il corpo della ragazza tra le braccia. Ancora prima di chiamare l’ambulanza, avrebbe telefonato anche all’amico Justin Divaris: “ho ucciso Reeva, che Dio mi fulmini” gli avrebbe detto, come riporta il Daily Mirror. Proprio Divaris aveva presentato la vittima a Pistorius.

Dal sito dell’atleta è sparito il banner pubblicitario della Nike, anche se gli sponsor non hanno ancora annullato i contratti, “sono la pallottola in canna” era lo slogan che appariva, pessimo augurio per l’ormai svanito campione, ribattezzato col nome di “blade Gunner” dalla stampa sudafricana. Pistorius ha annullato tutti i suoi impegni e le partecipazioni alle gare in programma, per avere il tempo necessario a organizzare la sua difesa: sono stati ingaggiati i migliori avvocati su piazza, detective privati e un anatomopatologo. La difesa sosterrà la tesi dell’incidente, la linea consisterà nel dimostrare che Pistorius, pur colpevole autore dell’aggressione, non voleva uccidere la fidanzata. In ogni caso si cercherà di smontare la tesi dell’omicidio premeditato, per il quale è stato incriminato venerdì scorso.

Un campione dall’immagine pubblica inattaccabile e vincente, ma che nascondeva un prepotente lato oscuro.  Meno di un mese fa, l’atleta olimpico aveva già rischiato di sparare a un suo amico in un ristorante di Johannesburg. Al centro dell’accaduto sempre un’arma da fuoco, dalla quale per sbaglio sarebbe partita una pallottola, poi finita a pochi centimetri dal piede di Kevin Lerena, pugile professionista amico di Pistorius. La pistola in quel caso si sarebbe agganciata ai pantaloni del corridore, facendo scattare la sicura, poi il colpo e la tragedia sfiorata di cui “giorni dopo ancora si scusava”. Resta il fatto che Pistorius fosse un tipo “ossessivamente geloso”, come racconta Dominique Piek amica della Steenkamp.

Negli ultimi tempi la gelosia di Pistorius si era concentrata in particolare su Mario Ogle, cantante di 24 anni, concorrente insieme alla fidanzata del reality Tropica Island of Treasure. Erano continue le liti con la fidanzata, Pistorius era ossessionato dall’idea del tradimento e non voleva che Reeva partecipasse al reality. D’accordo con la famiglia l’emittente che ha prodotto il programma ha mandato comunque in onda la puntata come estremo saluto alla modella.

Guglielmo Sano