MILANO, 18 FEBBRAIO – “Possiamo vincere e perdere, ma un Inter così non si vedrà mai più”, dichiarazioni di Andrea Stramaccioni dopo la clamorosa debacle in casa del Siena qualche settimana fa. Effettivamente era difficile vedere un Inter più brutta di quella scesa in campo al “Franchi” di Siena, ma evidentemente le trasferte toscane risultano indigeste alla truppa nerazzurra, che dopo la scoppola subita dai ragazzi di Iachini, si ripetono nuovamente in negativo. Il teatro è sempre lo stadio “Franchi”, stavolta a Firenze, ma il copione non cambia: la banda Montella, infatti, non solo trafigge Handanovic ben 4 volte, ma impartisce una vera e propria lezione di calcio ai nerazzurri. Un 4-1, con rete della bandiera firmata da Antonio Cassano, che non ammette repliche e che conferma la crisi dei nerazzurri in trasferta, crisi certificata dai numeri: nelle ultime 9 trasferte, tra campionato e coppe, l’Inter ha collezionato 8 sconfitte e un pareggio. In pratica, il successo esterno manca dall’ormai famosa affermazione allo Juventus Stadium, vittoria datata 3 novembre 2012. Da allora la Strama-band ha cominciato a stonare di brutto e l’ultima sviolinata contro la Fiorentina suona come una condanna quasi certa per il tecnico romano.

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Certo, risulta difficile stabilire se quanto visto nel posticipo serale della domenica sia stato tutto merito dei Viola o demerito dei nerazzurri, sta di fatto che l’ennesima battuta d’arresto ha fatto storcere il naso a Massimo Moratti, amareggiato così come tutto il popolo del Biscione. Tutto questo nella settimana che porterà alla partita di tutte le partite, il derby contro i cugini del Milan, con di mezzo l’impegno di Europa League in Romania contro il Cluj.

“Non ho avuto ancora l’occasione di analizzare questo crollo con i miei ragazzi. Oggi è un altro giorno, la vera Inter non è quella vista ieri”, le parole di Stramaccioni ai microfoni di Sky Sport a margine della cerimonia di premiazione della Panchina d’Oro in programma oggi a Coverciano. E a chi lo incalza con domande sul suo futuro, il tecnico risponde così: “Il mio futuro è il futuro dell’Inter. Siamo sempre sotto giudizio, l’importante è tornare subito a far bene, quindi pensiamo a fare risultato in Romania e a vincere il derby, che capita proprio al momento opportuno”.

Una stracittadina, quella in programma domenica prossima, ricca di significati. Primo fra tutti Mario Balotelli, che affronta la sua ex squadra per la prima volta dopo il burrascoso divorzio dell’estate del 2010. Inoltre, al derby della ‘Madunnina’, i nerazzurri arriveranno guardano i cugini dal basso verso l’alto ed è la prima volta che accade in stagione. Insomma, contro i rossoneri Stramaccioni si gioca gran parte del sua credibilità. I suoi continui cambi di modulo, l’assenza di una vera e propria identità da parte della squadra hanno fatto sì che in Corso Vittorio Emanuele sia siano cominciati a guardare un po’ attorno. Al momento il tecnico non dovrebbe rischiare nulla, anche in caso di tonfo contro il Milan. Moratti, infatti, avrebbe deciso di lasciare il tecnico al suo posto almeno fino a giugno. Ma proprio giugno potrebbe rappresentare il capolinea della sua avventura in nerazzurro: in caso di mancato posto in Champions League, infatti, il candidato numero uno a sostituirlo sarebbe una vecchia conoscenza di Appiano, quel Diego Pablo Simeone, tanto stimato dal patron nerazzurro e che bene sta facendo alla guida dell’Atletico Madrid.

Calogero Montalbano