Nel giorno del flash mob mondiale One Billion Rising, dove milioni di donne si sono riversate per strada per dire basta a stupri e al femminicidio, si consuma un nuovo delitto. È la mano di Oscar Pistorius, – l’uomo che ha fatto sognare il mondo intero per aver corso con le sue gambe amputate ai Giochi Olimpici di Londra insieme ai normodotati –  a premere il grilletto e a colpire la testa della sua fidanzata con quattro pallottole, una delle quali ad un braccio. Il campione dell’atletica ha messo fine alla vita della super modella Reeva Steenkamp ed è stato formalmente incriminato dal tribunale di Pretoria per omicidio premeditato.

Il processo avrà luogo il 19 Febbraio e fino a quella data Pistorius rimarrà in carcere.

Lacrime amare, dunque, per l’atleta paralimpico che in atteggiamento sommesso ha tenuto la testa tra le mani mentre il magistrato leggeva le accuse. Pistorius ha poi avuto la lucidità per scrivere un comunicato, diffuso dalla sua famiglia, con cui ha affermato la sua  innocenza e ha respinto “nel modo più assoluto” di aver ucciso volontariamente la sua fidanzata. Una tragica fatalità, quindi. Anzi, nel comunicato, tutti i pensieri si accerchiano intorno alla famiglia della top model Steenkamp, che sono stati colpiti dalla terribile scomparsa della ragazza.

La famiglia di Pistorius, che non ha fatto mancare il suo affetto, ha poi ringraziato tutti i sostenitori dell’atleta per i messaggi di sostegno che ha ricevuto. L’accaduto sarebbe pressappoco quanto riportato dai media sudafricani. Oscar Pistorius è stato ritrovato, nelle prime ore del giorno di San Valentino, dalle guardie di sicurezza del complesso residenziale, accanto al corpo, ormai esanime di Reeva. La donna è stata trovata nel bagno dell’appartamento e a farla morire è stata l’arma da fuoco. Non convince gli inquirenti, la versione dell’atleta sulla tragica fatalità.

[smartads]

Secondo Pistorius, la ragazza gli avrebbe fatto una sorpresa per il giorno di S. Valentino e lui l’avrebbe scambiata per un ladro. Un bel ladro, insomma, con i capelli lunghi e l’ingenuità di confondere l’amore con qualcosa d’altro. Ad alimentare i dubbi sulla versione di questo “blade runner”, la testimonianza dei vicini di casa che hanno raccontato di aver sentito urla e voci, poi gli spari. Se fosse confermato l’omicidio, Pistorius dovrà scontare almeno venticinque anni di carcere. Forse, in cella, avrà modo di allenare la vista e di non confondere più la vita con la morte.

Rachele Minichino